Bernadette Jiyong Frank
1964
(USA)
KOREAN
Bernadette Jiyong Frank è un'artista astratta nata in Corea e residente in California, la cui pratica artistica integra il concetto di "Ma" e invita gli spettatori a immergersi negli intervalli sottili e intermedi all'interno di spazi infiniti di significati diversi.
Formazione
Dal 1984 al 1987, Bernadette Jiyong Frank ha studiato presso l'Otis Art Institute della Parsons School of Design a Los Angeles, CA. Nel 1988, ha anche partecipato a un Programma di Formazione Continua presso l'Art Center College of Design a Pasadena, CA.
Tecnica
Bernadette Jiyong Frank utilizza più strati di vernice traslucida nelle sue opere. Ogni strato viene applicato lentamente e deliberatamente, permettendo alla vernice di asciugarsi prima di applicare il successivo. Questo processo crea profondità e ricchezza nel pezzo finale. Il tempo gioca un ruolo significativo nel processo artistico di Bernadette. Seguendo la pratica di applicare un solo strato al giorno, sottolinea l'importanza della pazienza e della riflessione. Questo approccio riconosce il passare del tempo come parte integrante del percorso creativo. L'atto di applicare ogni strato di vernice è considerato un processo meditativo per Bernadette, che canalizza la sua concentrazione in ogni pennellata. La qualità meditativa della sua tecnica di applicazione contribuisce probabilmente alla natura contemplativa delle sue opere. Bernadette considera l'applicazione di ogni strato come un atto di creazione di spazio all'interno dell'opera. Man mano che gli strati si accumulano nel tempo, contribuiscono alla dimensionalità complessiva del pezzo, permettendo agli spettatori di interagire con l'opera su più livelli, sia visivi che concettuali....
Incorporando questi elementi nel suo processo, Bernadette Jiyong Frank infonde nei suoi dipinti un senso di tempo, pazienza e contemplazione. Questo approccio non solo influenza gli aspetti visivi delle sue opere, ma aggiunge anche profondità e significato concettuale alle composizioni finali.
Bernadette è interessata a sviluppare un'esperienza sensoriale attraverso la fisicità e l'espressione visiva del suo lavoro che permetta allo spettatore di entrare in un'immaginazione degli intervalli nel tempo. Lì, troveranno significato negli spazi intermedi di questo mondo transitorio—il vuoto che esiste nel tempo e nello spazio come luogo di contemplazione, ringiovanimento e cambiamento.
Ispirazione
Integrando il concetto di "Ma" nella sua pratica artistica, Bernadette Jiyong Frank invita gli spettatori ad abbracciare il significato del silenzio, del vuoto e degli intervalli tra gli eventi. Il suo lavoro crea uno spazio per la contemplazione e mette in evidenza la presenza significativa che esiste all'interno del vuoto....
Esplorare il concetto di Ma nel suo lavoro porta a una comprensione più profonda della relazione tra tempo, spazio e significato. Riconoscendo e enfatizzando gli intervalli, le lacune o i vuoti, attira l'attenzione sull'interconnessione e la continuità degli eventi, apprezzando al contempo l'importanza delle pause che danno loro contesto e impatto.
Incorporando Ma nelle sue attività creative, Bernadette esplora come l'assenza o il vuoto tra gli elementi possa modellare la percezione e l'interpretazione del tempo e dello spazio. Questo permette agli spettatori di immergersi nell'interazione tra presenza e assenza, e nella natura dinamica delle transizioni e dei confini.
Collezioni
Le opere di Bernadette Jiyong Frank sono incluse in numerose collezioni private e istituzionali, tra cui quelle di Hyatt Regency, Boston, MA, Crocker Art Museum, Sacramento, CA, e Triton Museum of Art, Santa Clara, CA.
Mostre
Jiyong Frank ha esposto a livello internazionale. Le recenti mostre personali includono Time Shadow alla Galleria Dolby Chadwick, San Francisco, e "Relics for the Future" al Niad Art Center, Richmond, curata da Jessica Snow.
Recensioni
Mostra personale 2014 alla Galleria Dolby Chadwick
SF Weekly | Jonathan Curiel
La ripetizione della luce traslucida di Frank diventa artisticamente ipnotica, trasformando le tele stesse in opere d'arte meditative.
Interludi: formule matematiche si fondono con dipinti astratti in tre nuove mostre
Saggio pubblicato dalla Galleria Dolby Chadwick
[...per Frank], matematica e geometria non sono fini a se stessi ma piuttosto condotti per qualcosa di più profondo. Come i dipinti a griglia di Agnes Martin e le sculture cinetiche di Naum Gabo, i dipinti di Frank ci incoraggiano a trascendere i limiti visivi della realtà quotidiana per comunicare con i ricchi contorni empiri dei nostri mondi e di noi stessi.
Bernadette Jiyong Frank: Spazi in mezzo | GALLERIA DOLBY CHADWICK
Mostra personale 2020 alla Galleria Dolby Chadwick
The Woven Tale Press | Donald Brackett
Questo straordinario corpus di opere di Jiyong Frank celebra una lentezza percettiva al centro di ogni vera visione. In quasi ogni singolo dipinto, il soggetto e il tema reale è la trasmissione della luce e il suo impatto emotivo sullo spettatore.
Pittura meditativa
Saggio pubblicato dalla Galleria Dolby Chadwick
[...] è lo spazio tra gli strati, osserva Frank, che conferisce alle opere la loro profondità e permette di viverle sia visivamente che visceralmente. I dipinti finali producono un senso di trascendenza, invitandoci a considerare come i confini delle nostre vite—quelle aree adiacenti a dove ci troviamo, fisicamente o emotivamente—possano essere cariche di energia, potenzialità o risonanza. I dipinti di Frank manifestano un'energia ipnotizzante, simile a Rothko, dimostrando al contempo l'impegno enfatico di Frank con il passare del tempo e i momenti intermedi che plasmano il nostro mondo.
Bernadette Jiyong Frank: Time Shadow | GALLERIA DOLBY CHADWICK













