


Jazz: Miles ?Someday My Prince' 8
Pittura
Year: 2002
Edition: Unique
Technique: Papers, oil, flashe, pencil, MSA gel
Framed: No
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All artworks on IdeelArt are original, signed, delivered directly from the artist's studio, and come with a certificate of authenticity.Questo pezzo fa parte di una serie basata sulla versione jazz lirica del trombettista Miles Davis di “Someday My Prince Will Come”, una canzone familiare del popolare film della Walt Disney del 1937 “Biancaneve”. (La musica è stata scritta da Frank Churchill).
Ellen Priest è un'artista astratta americana ispirata dalla musica e in particolare dal jazz. Vive e lavora vicino a Philadelphia.
Formazione
Priest ha conseguito il Master of Divinity presso la Yale University Divinity School nel 1977 con una doppia qualifica in Cristianesimo e Arti Visive. Come artista, è in gran parte autodidatta.

Tecnica
Le astrazioni basate sul jazz di Ellen Priest si bilanciano direttamente al confine tra pittura e scultura – illusioni spaziali vivacemente colorate quando viste da lontano e costruzioni in rilievo 3D di carta stratificata e incollata quando viste da vicino.
Ispirazione
Il jazz è stato il suo soggetto fin dal 1990. Il disegno è sempre centrale nel suo processo, oltre a stare da solo.
L'ispirazione dell'artista proviene da fonti sorprendentemente diverse:
• Influenze artistiche visive di tutta la vita includono gli acquerelli tardivi di Cézanne, il colore e la struttura compositiva di Matisse, e l'Espressionismo Astratto, specialmente i dipinti di Willem De Kooning e Joan Mitchell.
• Le strutture ritmiche e armoniche nel jazz e nella musica africana e latinoamericana correlata.
• Le sue attività atletiche, dato che i suoi dipinti riguardano davvero il movimento. Gli sport preferiti di Priest sono gli "sport di equilibrio", dove il movimento dipende dal peso e dall'equilibrio spostato fuori centro, spesso in risposta al terreno, come lo sci.


Distinzioni notevoli
La Pollock-Krasner Foundation ha assegnato a Priest due volte importanti sovvenzioni per sostenere la sua innovazione.
Citazione rilevante
Nel luglio 2010, la critica d'arte Victoria Donohoe ha scritto sul lavoro di Priest in due mostre a Wilmington per The Philadelphia Inquirer: “Priest sfuma deliberatamente il confine tra pittura e jazz nelle sue Suite venezuelane, collage dipinti. Questi usano la forma come linguaggio della musica... Vedendo il jazz come pieno di gioia ed energia, capace di trasformare la tristezza, Priest lo usa con successo qui per creare movimento materializzato in veri mondi di spazio colorato.”
Gallerie
Galleria ALVA, New London, CT
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