
Auguste Herbin: L'Architetto dell'Astrazione e il Suo Eredità Duratura
Auguste Herbin, nato il 29 aprile 1882 a Quievy, in Francia, fu una figura di rilievo nel movimento dell’arte astratta, specialmente durante la prima metà del XX secolo. È noto per il suo ruolo nello sviluppo dell’arte non rappresentativa e per aver fondato il collettivo "Abstraction-Création", che divenne una piattaforma cruciale per gli artisti astratti in Francia e oltre.
Primi anni e inizi artistici (1882-anni ’20)
Il percorso di Herbin nel mondo dell’arte iniziò in giovane età. Lasciò la sua città natale per Lille, dove studiò all’École des Beaux-Arts, sviluppando una solida base nella pittura classica. Nei suoi primi anni, Herbin lavorò nello stile del post-impressionismo, influenzato da artisti come Van Gogh e Cézanne. I suoi viaggi a Bruges e l’esposizione alle idee impressioniste lo portarono a sviluppare un approccio unico, fondendo influenze del Fauvismo e del Cubismo nelle sue opere iniziali.
Nel 1909, Herbin si trasferì in uno studio al Bateau-Lavoir di Parigi, precedentemente occupato da Picasso. In questo periodo, interagì con molte figure di spicco dell’avanguardia parigina, che influenzarono notevolmente il suo percorso artistico. La sua partecipazione a importanti esposizioni, come il *Salon des Indépendants* e il *Salon d’Automne*, contribuì a consolidare il suo posto nella scena artistica francese.

Auguste Herbin - Paesaggio Notturno a Lille - 1909
Transizione verso l’astrazione e fondazione di Abstraction-Création (anni ’20-’30)
Negli anni ’20, dopo aver sperimentato sia opere figurative che astratte, Herbin si rivolse definitivamente all’astrazione. Si dedicò profondamente all’esplorazione dell’astrazione geometrica e, nel 1929, organizzò il *Salon des Surindépendants*, una piattaforma per artisti non figurativi. Questa transizione segnò l’inizio del suo impegno duraturo nell’arte astratta.
Il gruppo *Abstraction-Création* fu fondato nel 1931 da Herbin, insieme a Jean Hélion e Georges Vantongerloo. Il collettivo nacque in risposta alla crescente influenza del Surrealismo, visto come un’ombra sull’arte astratta in Francia. Il loro obiettivo era promuovere l’astrazione e offrire una piattaforma agli artisti che lavoravano in stili non rappresentativi. Al suo apice, *Abstraction-Création* contava oltre 400 artisti, tra cui Mondrian, Arp e Kupka, diventando un centro nevralgico per il movimento dell’arte astratta in Europa. Il gruppo pubblicava una rivista annuale per mostrare le loro opere e idee, contribuendo a consolidare le basi teoriche dell’astrazione geometrica.

Auguste Herbin - Composizioni 1, 2 e 3 - 1919
Evoluzione artistica e contesto politico (anni ’30-’50)
Lo stile astratto di Herbin continuò a evolversi durante gli anni ’30 e ’40. Le sue opere divennero sempre più geometriche, caratterizzate dall’uso di colori vivaci e forme semplificate. Nel 1936 partecipò alla mostra “Cubismo e Arte Astratta” al Museum of Modern Art di New York, consolidando ulteriormente la sua reputazione internazionale.
Durante la Seconda Guerra Mondiale e l’occupazione nazista della Francia, Herbin, come molti artisti, affrontò notevoli difficoltà. Criticò apertamente il Realismo Socialista, promosso dal Partito Comunista, prendendo le distanze da ideologie politiche che riteneva incompatibili con la sua visione artistica. Tuttavia, il suo impegno per l’astrazione rimase saldo.
Nel 1946, Herbin pubblicò *L’art non figuratif non objectif*, un testo fondamentale in cui delineava la sua filosofia dell’arte non figurativa. Questa pubblicazione coincise con un periodo di intensa attività artistica, durante il quale produsse alcune delle sue opere più notevoli tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ’50. Le sue opere di questo periodo furono esposte ampiamente in Europa, comprese importanti mostre a Buenos Aires e San Paolo.

Auguste Herbin - A sinistra: Synchronie en Jaune (1935) - A destra: Composizione (1940)
Fatti poco noti e aneddoti divertenti
Auguste Herbin fu un artista prolifico, creando oltre 1.000 opere nel corso della sua carriera, tra dipinti, disegni e sculture. La sua vasta produzione testimonia la sua dedizione all’esplorazione dell’astrazione geometrica e allo sviluppo di una teoria del colore unica. La Galerie Lahumière di Parigi lo rappresentò per la maggior parte della sua vita artistica e ancora oggi rappresenta il suo patrimonio, possedendo una collezione impressionante delle sue opere.
Uno degli aneddoti più notevoli e poco conosciuti su Herbin è legato al suo *Alphabet Plastique*, un linguaggio visivo che sviluppò dopo aver subito un ictus nel 1953, che lo lasciò paralizzato sul lato destro. Incapace di parlare e dipingere come prima, Herbin imparò a dipingere con la mano sinistra. Ideò un sistema che trasformava le lettere dell’alfabeto in forme geometriche e colori specifici. Questo sistema gli permise di continuare a esprimersi artisticamente, nonostante le sue limitazioni fisiche. L’*Alphabet Plastique* divenne un elemento centrale del suo lavoro tardivo e fu visto come una testimonianza della sua resilienza e del suo impegno incrollabile per l’arte astratta.
Inoltre, l’approccio metodico di Herbin alla pittura presentava somiglianze con la sua passione per gli scacchi. Spesso trascorreva ore a riflettere sulla disposizione di forme e colori nelle sue opere, proprio come un giocatore di scacchi pianifica mosse a più turni. Questo metodo evidenziava la natura strategica e intellettuale del suo processo artistico.

Gli ultimi anni (anni ’50-1960)
Negli anni ’50 emerse una nuova generazione di artisti astratti, molti dei quali furono influenzati dal lavoro e dalle idee di Herbin. Egli continuò a essere attivo nel mondo dell’arte, nonostante l’ictus che paralizzò il lato destro del suo corpo. Sorprendentemente, la sua determinazione gli permise di imparare a dipingere con la mano sinistra e di creare altri capolavori, dimostrando la forza della sua volontà.
Herbin morì a Parigi il 31 gennaio 1960, all’età di 78 anni. I suoi contributi all’arte astratta, in particolare attraverso il suo ruolo nel gruppo *Abstraction-Création*, lasciarono un’eredità duratura che influenzò generazioni di artisti a lui successivi.

Auguste Herbin - Generation (sinistra) e Charme (destra) - 1959
Focus su Abstraction-Création
Il gruppo "Abstraction-Création", fondato nel 1931, fu una delle iniziative più significative della carriera di Herbin. All’epoca, l’arte astratta era sotto pressione sia da forze politiche sia dall’ascesa del Surrealismo, che dominava la scena d’avanguardia in Francia. Herbin, insieme ai suoi cofondatori, immaginò un collettivo che sostenesse lo sviluppo e l’apprezzamento dell’arte non rappresentativa.
Circa 400 membri, tra cui artisti di rilievo come Naum Gabo, Wassily Kandinsky e Piet Mondrian, aderirono al movimento.
L’obiettivo era contrastare il predominio dell’arte figurativa e offrire una piattaforma agli artisti il cui lavoro non si inseriva nella narrazione costruita dal Surrealismo o dal Realismo Socialista. Organizzando mostre, pubblicando manifesti e creando una rete di artisti affini, "Abstraction-Création" svolse un ruolo cruciale nel mantenere viva e rilevante l’arte astratta durante un periodo turbolento della storia europea.
Le pubblicazioni del gruppo, in particolare la loro rivista annuale, fungevano sia da spazio espositivo sia da forum teorico. Attraverso queste pubblicazioni, Herbin e i suoi colleghi espressero la loro visione dell’arte astratta, sostenendo che essa rappresentasse un linguaggio puro e universale, capace di trascendere confini nazionali e politici.
In molti modi, "Abstraction-Création" pose le basi per i movimenti astratti del dopoguerra, inclusi sviluppi europei e americani come l’Espressionismo Astratto e il Minimalismo. L’enfasi del gruppo su geometria, colore e forma influenzò profondamente artisti in tutto il mondo.

Auguste Herbin al Musée Montmartre (Parigi) - Scatto dall’esposizione
Eredità
In onore dell’influenza duratura di Herbin, il Musée Montmartre di Parigi ha recentemente ospitato una retrospettiva completa dedicata alla sua vita e al suo lavoro. Le immagini in questo articolo sono state scattate durante la mostra.
I contributi di Auguste Herbin all’arte astratta sono profondi e di vasta portata, in particolare la sua resistenza alle ideologie del Realismo Socialista e la sua difesa dell’arte non figurativa in un periodo di grandi sconvolgimenti politici e culturali.
Come artista visionario e membro fondatore di "Abstraction-Création", Herbin sostenne la causa dell’arte non rappresentativa in un’epoca in cui forme d’arte figurative e politicamente impegnate dominavano il panorama. Il suo impegno incrollabile per la geometria, la teoria del colore e l’astrazione formale contribuì a plasmare il corso dell’arte moderna, influenzando generazioni di artisti a lui successivi.
Attraverso lo sviluppo dell’Alfabeto Plastico, la sua dedizione al potenziale universale delle forme astratte e il suo ruolo nel favorire una comunità di artisti affini, Herbin creò uno spazio unico per l’astrazione nel XX secolo. La sua eredità non è solo di innovazione artistica, ma anche di resilienza, poiché continuò a produrre opere influenti anche dopo aver affrontato gravi sfide fisiche nella tarda età. Oggi, le sue idee rimangono centrali per la nostra comprensione dell’arte astratta e il suo lavoro continua a ispirare artisti che cercano di spingere i confini della forma e del colore.
Lo spirito di Abstraction-Création vive ancora
L’impegno di IdeelArt per l’arte non figurativa rispecchia con notevole precisione i principi fondanti del movimento Abstraction-Création. Infatti, una parte significativa degli artisti da noi rappresentati crea opere che avrebbero trovato naturale affinità con i valori fondamentali del movimento se questo fosse proseguito oltre il 1936. La loro dedizione alla precisione geometrica, alle relazioni matematiche e all’espressione pura non figurativa riecheggia la visione originaria del movimento. Di seguito presentiamo una selezione accuratamente curata di opere contemporanee che incarnano lo spirito di Abstraction-Création – pezzi che dimostrano come i principi rivoluzionari del movimento continuino a ispirare e plasmare l’arte astratta nel ventunesimo secolo. Ogni opera mostra la perdurante rilevanza della pura astrazione, offrendo al contempo nuove prospettive a questa storica tradizione artistica.




































