
Serie e non serie: 14 domande a Petra Schott
La pittura come stile di vita
Noi di IdeelArt crediamo che la storia di un'artista si racconti sia dentro sia fuori dallo studio. In questa serie, poniamo 14 domande che collegano visione creativa e vita quotidiana, mescolando riflessioni professionali con quei dettagli personali che rendono ogni artista unica.
Oggi incontriamo Petra Schott. Dopo molti anni di lavoro come giudice e avvocata, la pittura rimane la sua vera compagna. La sua pratica si muove tra poesia, mito, natura e la sua esperienza di vita come donna. Lavorando con colori a olio ricchi di pigmenti, pennelli e talvolta con le dita, attribuisce valore alla continuità del ritorno quotidiano in studio.
Dalla musica di un raga indiano al quieto mistero che spera gli spettatori scoprano nei suoi dipinti, Petra condivide i ritmi della sua vita e del suo lavoro.
Le domande non troppo serie
Otto domande sulla vita quotidiana e sugli interessi inaspettati di Petra Schott.
1 - Se la tua arte fosse una canzone o un brano musicale, cosa suonerebbe in sottofondo?
La mia arte sarebbe un raga indiano. Amo questa musica, che può essere dolce e pensosa, ma anche piena di passione e ritmo sfrenato.
2 - C'è qualcosa che ti ossessiona o per cui nutri un forte interesse e che non ha nulla a che fare con l'arte?
Adoro fare escursioni e stare nella natura. Mi piace sentirmi connessa alla terra che sostiene tutti noi.
3 - Caffè, tè o qualcosa di più forte mentre lavori? O semplicemente luce e silenzio?
Adoro il caffè nero e la musica giusta, anche se a volte per lavorare ho bisogno solo del silenzio.
4 - Se potessi incontrare chiunque, vivo o morto, chi sarebbe?
Mi piacerebbe incontrare Tracey Emin. Ammiro profondamente la sua apertura, vulnerabilità, onestà e le opere incredibilmente toccanti che crea.
5 - Se non fossi un'artista, cosa faresti?
Per molti anni ho lavorato come giudice e avvocata. La pittura, tuttavia, è sempre stata la mia vera compagna e il lavoro che amo di più.
6 - Puoi condividere una breve storia o un momento della tua vita non artistica che ha avuto un forte impatto sulla tua vita di artista?
Per me non sono stati momenti specifici ad avere una forte influenza. È stata semplicemente la continuità, questa vita vissuta per immagini, sia interiori sia esteriori, che ho potuto creare.
7 - Com'è per te una buona giornata, fuori dallo studio?
Una giornata davvero bella può essere trascorsa con amici e familiari. Oppure in montagna. O semplicemente leggendo, parlando al telefono e godendosi la tranquillità.
8 - C'è qualcosa di te che probabilmente sorprenderebbe le persone che conoscono il tuo lavoro solo attraverso la tua arte?
Amo le scarpe stravaganti e giocose, purché non siano scomode. Mi piace praticare yoga e Qi Gong.
L'intervista (più) seria
Sei domande sulle idee, le esperienze e le speranze che plasmano il percorso creativo di Petra Schott.
9 - Quali temi o interrogativi ritornano costantemente nel tuo lavoro?
I miei temi includono la mia vita di donna, la pittura ispirata alla poesia, un dialogo con i miti e un profondo legame con la natura.
10 - Puoi descrivere un momento decisivo nel tuo percorso di artista?
Poter andare ogni giorno nel mio studio è stato un vero punto di svolta per me. Mi ha permesso di rimanere immersa nel flusso della pittura, di restare connessa al mio lavoro e di sperimentare una continuità profondamente appagante.
11 - Quali materiali o processi sono più importanti nella tua pratica e perché?
Lavoro con pennelli diversi e a volte direttamente con le dita. Uso colori a olio, selezionando tonalità riccamente pigmentate. Sono attratta dall'olio come mezzo per la sua luminosità, la sua qualità naturale e la sua consistenza tattile.
12 - Come vuoi che si sentano le persone quando entrano in contatto con la tua opera?
Desidero che chi osserva i miei dipinti provi un momento di appagamento interiore, un tocco silenzioso che lo commuova senza che sappia il perché. «La bellezza è il mistero della vita», come ha detto Agnes Martin. È questo momento misterioso che spero di condividere con gli altri.
13 - Puoi descriverci una tipica giornata di lavoro nel tuo studio?
Di solito trascorro le mattine alla scrivania, rispondendo alle e-mail e occupandomi di altre attività amministrative legate alla mia pittura. Verso mezzogiorno, se possibile, vado in studio in bicicletta. Il più delle volte, la prima cosa che faccio è preparare una tazza di caffè e guardare i dipinti intorno a me, percependo su quale opera desidero continuare a lavorare. A volte un dipinto mi chiama e io rispondo sempre a quella chiamata. Mi piacciono questi primi momenti in studio, quando mi sintonizzo sull'atto del dipingere, mi allontano da tutto il resto e alla fine comincio, senza un piano preciso, magari partendo da un colore ancora sul pennello dal giorno precedente. Mi piace lasciare che questi inizi mi sorprendano. Prima di lasciare lo studio, fotografo le opere a cui ho lavorato. Spesso le riguardo la sera e mi chiedo in quale direzione potrebbero proseguire.
14 - Quali sogni o speranze nutri per il tuo viaggio artistico?
Non ho piani o obiettivi prestabiliti per il percorso che mi attende nel mio viaggio artistico. Amo il modo in cui stanno le cose e voglio continuare a esplorare, scoprire e sorprendermi, sperimentando e continuando a creare. Seguo ciò che mi dona profonda gioia e appagamento e non riesco a immaginare nulla di più grande.
Di Francis Berthomier













