
Design Radical di Ettore Sottsass conquista il Met Museum
Il 21 luglio 2017, il Met Breuer di New York inaugurerà una grande mostra dedicata all’opera del designer Ettore Sottsass. Sottsass raggiunse l’apice della sua influenza negli anni ’80 e i suoi progetti più memorabili tendono a essere associati al Postmodernismo. Ai non addetti ai lavori, il titolo della mostra (Ettore Sottsass: Design Radical) potrebbe suggerire che l’organizzatore, Christian Larsen, intenda contestualizzare Sottsass come un outsider. La parola radicale implica qualcuno che lavora ai margini, minacciando le norme culturali. Ma Sottsass non era un radicale nel senso consueto del termine. Ebbe successo commerciale fin da giovane e lo mantenne per tutta la carriera. Era apprezzato dai suoi contemporanei e celebrato da molti critici. Perché, allora, usare la parola radicale per descrivere la sua opera? In questo caso, il termine usato da Larsen si riferisce a un movimento che si sviluppò nella comunità italiana del design tra la metà e la fine del XX secolo, noto come Periodo Radicale. Il Periodo Radicale iniziò all’incirca nei primi anni ’60 e culminò alla fine degli anni ’80, con quello che oggi consideriamo l’apice del Postmodernismo. Dal punto di vista filosofico, l’obiettivo di molti designer associati al Periodo Radicale era potenziare il design per esprimere una sorta di atteggiamento supermoderno. Visivamente, la loro ispirazione nasceva da un insieme di movimenti artistici d’avanguardia dei primi anni del XX secolo, come De Stijl e l’astrazione geometrica, combinati con lo sfarzo della Pop Art, l’estetica digitale dell’informatica, i materiali, le tecniche e i processi associati alla produzione di massa globale e l’attitudine dell’alta moda. Nel suo aspetto peggiore, l’estetica risultante veniva definita assurda e persino orribile. Ma nel suo aspetto migliore, designer come Ettore Sottsass inaugurarono un ritorno alla convinzione nel valore del Gesamtkunstwerk, ovvero dell’opera d’arte totale, sostenendo che ogni aspetto della vita moderna potesse essere elevato a esperienza estetica.
Il giovane Ettore Sottsass
Ettore Sottsass morì nel 2007 all’età di 90 anni. Nacque nel 1917 a Innsbruck, una città idilliaca incastonata in una pittoresca valle delle Alpi austriache. Suo padre era un architetto di successo che trasferì la famiglia a Milano, in Italia, poco dopo la nascita di Ettore. Non appena ne ebbe la possibilità, Ettore seguì le orme del padre, conseguendo la laurea in architettura al Politecnico di Torino nel 1939. Dopo aver trascorso la Seconda guerra mondiale come soldato nell’esercito italiano, tornò a Milano e aprì il proprio studio di architettura e design.
Sottsass ebbe un successo immediato con il suo nuovo studio e presto iniziò ad accettare incarichi di consulenza da altre aziende. Una di queste aziende, per la quale cominciò a lavorare come consulente negli anni ’50, era l’impresa tecnologica italiana Olivetti. In origine, Olivetti era specializzata nella produzione di dispositivi per ufficio, come le macchine da scrivere. In seguito, però, a metà degli anni ’60, l’azienda divenne famosa in tutto il mondo come produttrice del primo computer da tavolo programmabile, noto come Programma 101. Sottsass faceva parte del piccolo team che progettò un predecessore pluripremiato del Programma 101, noto come Elea 9003. Sia l’Elea 9003 sia il Programma 101 presentavano un design moderno ed essenziale che contribuì a definire l’aspetto iconico della tecnologia informatica della metà del XX secolo.

Ettore Sottsass - Mizar - Vaso, 1982, vetro, A. 13-1/4 x L. 11-1/2 x P. 11-1/2 pollici (a sinistra) e Murmansk - Fruttiera, 1982, argento, A. 12, diam. 13-7/8 pollici (a destra)
Macchine da scrivere e Superbox
Dopo oltre un decennio di lavoro con Olivetti, Ettore Sottsass collaborò con il designer britannico Perry King alla creazione del progetto che avrebbe consacrato per sempre Sottsass come designer non solo di prodotti, ma anche di accessori per lo stile di vita. Si trattava di uno strumento per scrivere/accessorio di moda chiamato macchina da scrivere Valentine. Seducente, elegante, moderna e compatta, la sorprendente macchina da scrivere Valentine, interamente rossa, entrava perfettamente in una custodia rossa coordinata, portata a tracolla come una futuristica borsa. In uso, sembrava più un oggetto destinato a trasportare codici nucleari per conto di un cattivo alla moda che un dispositivo da ufficio per scrivere promemoria.
Disse Sottsass: “Quando ero giovane, sentivamo parlare solo di funzionalismo, funzionalismo, funzionalismo. Non basta. Il design dovrebbe anche essere sensuale ed emozionante.” La macchina da scrivere Valentine fu uno degli esempi più noti del momento in cui riuscì a raggiungere questo obiettivo. Ma nel decennio precedente alla sua creazione, Sottsass aveva realizzato anche numerose altre innovazioni importanti. Era profondamente dedito all’idea che gli oggetti domestici di uso quotidiano, come mobili e stoviglie, dovessero trascendere la funzionalità per diventare accessori alla moda, esteticamente piacevoli, della vita moderna. La sua evoluzione verso questa idea è uno degli aspetti chiave della sua carriera esaminati in Ettore Sottsass: Design Radical. Tra gli esempi principali inclusi nella mostra vi saranno le sue Superbox, così come le sue Ceramiche Tantriche di ispirazione indiana e cinque dei suoi “totem ceramici”, colorate colonne verticali in ceramica sovrapposta intitolate Menhir, Ziggurat, Stupas, Hydrants e Gas Pumps.

Ettore Sottsass - Ivory - Tavolo, 1985, formica, legno, vetro, A. 39-3/4 x diam. 24 pollici (101 x 61 cm) b: piano in vetro; diam. 19-1/2 x spessore 1/4 pollici (49,5 x 0,6 cm) (a sinistra) e The Structures Tremble, 1979, laminato plastico, pannello composito, acciaio verniciato, gomma, vetro, A. 46, L. 19-3/4, P. 19-3/4 pollici (116,8 x 50,2 x 50,2 cm.) "a" Base del tavolo: A. 45-3/4 x L. 15-3/4 x P. 15 3/4 pollici (116,2 x 40 x 40 cm) "b" Piano in vetro: A. 1/4 x L. 19-3/4 x P. 19-3/4 (0,6 x 50,2 x 50,2 cm) (a destra)
Il Gruppo Memphis
Come ci si aspetterebbe da qualsiasi seria retrospettiva sulla carriera di Ettore Sottsass, Ettore Sottsass: Design Radical si concentrerà anche fortemente sul Gruppo Memphis, il collettivo di designer fondato da Sottsass nei primi anni ’80. Il Gruppo Memphis aveva sede a Milano, ma era veramente internazionale nella sua composizione, poiché comprendeva più di una dozzina e mezza di designer provenienti da Italia, Francia, Giappone, Austria, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti. Guidato da Sottsass, il gruppo incarnava le idee del design postmoderno, che riguardavano non tanto l’innovazione quanto l’elaborazione. Le loro opere comprendevano mobili, tessuti, oggetti metallici, ceramiche e articoli in metallo. I designer abbracciavano colori vivaci, forme fantasiose, vistosi richiami pop e divertimento.
Un esempio iconico del tipo di design realizzato da Sottsass per il Gruppo Memphis era il suo separé “Carlton”. Essenzialmente un’unità a scaffali aperti, il pezzo combina elementi tradizionali di scaffalatura orizzontale con fantasiosi ripiani diagonali. La tavolozza cromatica eterogenea è vivace e brillante e la presenza del pezzo si impone molto più come opera d’arte che come libreria utilitaria. La combinazione di elementi visivi presente nel separé “Carlton” lo rende una rappresentazione perfetta di come il Gruppo Memphis abbia consolidato l’estetica che oggi viene più spesso associata al design degli anni ’80.

Ettore Sottsass - Carlton - Separé, 1981, legno, laminato plastico, 76 3/4 x 74 3/4 x 15 3/4 pollici
L’eredità di Sottsass
Oggi molti critici e collezionisti esprimono avversione per l’opera del Gruppo Memphis, ricordandone soltanto l’elaborata e spesso vistosa insistenza su elementi di design giocosi, colori primari ed elementi non utilitari. Ma nella filosofia abbracciata da Ettore Sottsass c’era qualcosa di profondamente influente. Sottsass credeva nell’importanza della creatività e dell’individualità e riteneva che i designer avessero il diritto e la responsabilità di creare oggetti capaci di esprimere la personalità. Molte tendenze contemporanee del design e atteggiamenti sociali possono essere ricondotti alla filosofia del Gruppo Memphis, soprattutto l’aspettativa generale dei consumatori odierni che i prodotti siano più di semplici strumenti e si comportino, di fatto, come estensioni del carattere.

Ettore Sottsass - Tartar - Tavolo, 1985, impiallacciatura di legno ricostituito, laminato plastico (laminato stampato HPL), lacca, compensato, A. 30-1/4, L. 75-3/4, P. 32-1/4 pollici.
Ettore Sottsass: Design Radical contribuisce a contestualizzare questa eredità almeno in due modi. Nella sezione finale della mostra, intitolata “Masters”, gli oggetti progettati da Sottsass nella parte più tarda della sua carriera sono esposti in dialogo con opere di altri quattro influenti designer e artisti del XX secolo. Sono incluse opere del fondatore di De Stijl, Piet Mondrian, il cui vocabolario visivo è immediatamente evidente nell’opera di Sottsass. Sono inoltre incluse opere del designer d’interni minimalista francese Jean Michel Frank, del designer e architetto modernista italiano Gio Ponti e forse del più influente designer industriale postmoderno giapponese, Shiro Kuramata. In secondo luogo, in occasione della mostra, il Met Store venderà speciali articoli da collezione progettati da Sottsass e da altri designer del Gruppo Memphis. Questo gesto apparentemente ordinario rappresenta la vera eredità di Sottsass: parla dell’importanza di includere il design nella vita quotidiana e della necessità di rendere accessibili a persone di ogni estrazione oggetti unici firmati da designer. Ettore Sottsass: Design Radical inaugura il 21 luglio al terzo piano del Met Breuer di New York e sarà visitabile fino all’8 ottobre 2017.
Immagine in evidenza: Ettore Sottsass - I Designed It For Pitagora - Scrivania, 1987, impiallacciature di legno di bruyère e pero, marmo, legno verniciato, 28 1/2 x 90 1/2 x 61 pollici.
Tutte le immagini © The Met, tutte le immagini utilizzate esclusivamente a scopo illustrativo
Di Phillip Barcio 2017
A cura di IdeelArt (2026)






