
La Settimana nell'Arte Astratta – Avventure nello Spazio
Ti è mai capitato di sorprenderti a sognare di viaggiare nello spazio per poi renderti conto che sei già nello spazio? Per altri esseri su qualche altro pianeta lontano, noi siamo gli alieni. È solo una questione di prospettiva, vero? Le questioni dello spazio e di come lo percepiamo sono al centro dell’opera della pittrice britannica dell’Op Art Bridget Riley. Riley è una maestra della manipolazione spaziale. Le sue immagini che sfidano la mente trasformano superfici piatte e bidimensionali in cunicoli multidimensionali. Vedere i suoi dipinti dal vivo può essere così sconcertante da farti dubitare se ciò che vedi possa essere creduto. Una grande retrospettiva delle opere di Riley intitolata Bridget Riley | Dipinti, 1963-2015 è attualmente in mostra alla Galleria Nazionale Scozzese di Arte Moderna a Edimburgo, fino al 16 aprile 2017. La mostra ci ha ispirato a considerare le opinioni di altri artisti su come percepiamo noi stessi nello spazio. Lo spazio è qualcosa che controlliamo, o è lo spazio a controllarci? Dovremmo contenere lo spazio o liberarlo? Ecco quattro mostre astratte attuali che affrontano, sfidano e celebrano le nostre avventure nello spazio.
Jeppe Hein, Spazio Semicircolare
Galleria Nazionale di Victoria, Melbourne, Australia, Piano Terra, Corte della Federazione
In mostra fino al 26 febbraio 2017
In questa installazione favolosamente disorientante, l’artista danese Jeppe Hein si basa sulla tradizione dell’Op Art invitando gli spettatori a entrare in un ambiente a spirale fiancheggiato da forme verticali specchiate. Le forme specchiate sono distanziate in modo tale che lo spettatore si confonda per i paesaggi visivi mutevoli. Un miscuglio impossibile da distinguere di prospettiva e dimensione inganna l’occhio e la mente facendoti chiedere dove iniziano e finiscono le superfici e dove ci troviamo veramente nel nostro ambiente.

Jeppe Hein - Scultura al Neon Variabile
Quiddity
Galleria dell’Università RMIT, Campus Cittadino, Melbourne, Australia
In mostra fino al 20 agosto 2016
Sempre a Melbourne c’è una mostra divertente che pone la domanda su come le opere d’arte tradizionali vengano percepite quando incontrate in uno spazio diverso dalla galleria. La mostra trasforma lo spazio espositivo esponendo opere della collezione universitaria su scaffali di metallo, come se fossero in deposito. Incontrare dipinti disposti in questo modo pone domande interessanti sulla loro oggettualità e sull’importanza dello spazio espositivo per la traduzione di un oggetto estetico in un’opera d’arte.

Song Dong - Non Sprecare, 2005
Jessica Stockholder: L’Inclinazione di Rose
Museo Smart d’Arte, Università di Chicago, Chicago, Illinois
In mostra fino al 2 luglio 2017
In questa monumentale installazione site-specific, Jessica Stockholder ha creato un’opera che reinterpreta l’idea di uno spazio espositivo contenuto. La vivace e astratta raccolta di campi di colore, forme, oggetti e materiali abita l’atrio del museo, incorporando molteplici superfici interne per poi riversarsi nel giardino delle sculture del museo, occupando il prato, i sentieri, la vegetazione e l’aria. Dice Stockholder, “L’inclinazione di Rose è di tendere verso l’alto e verso l’esterno. Scivola sotto e sopra, e si intreccia nel paesaggio mentre sbatte verso il cielo.”

Il Cortile Comune di Song Dong, Galleria d’Arte dell’Ontario, Toronto, Canada
Il Cortile Comune di Song Dong
Galleria d’Arte dell’Ontario, Toronto, Canada
In mostra fino al 17 luglio 2016
In questa installazione, l’artista d’avanguardia di Pechino Song Dong invita gli spettatori a esplorare un labirinto di piccoli spazi mutevoli configurati da assemblaggi creati con 100 antiche ante di armadi cinesi. Gli spazi potrebbero essere interpretati come un tentativo di evocare i piccoli spazi abitativi sempre più comuni in molti ambienti urbani. L’uso di ante di armadi specchiate può anche confrontare i nostri tentativi di definire la nostra immagine con gli spazi che cerchiamo di controllare.
Immagine in evidenza: Jessica Stockholder - Occhi Sgranati Spalmati Qui, 2009






