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Articolo: Cinque sculture degne di nota di Anthony Caro

Five Noteworthy Sculptures by Anthony Caro - Ideelart

Cinque sculture degne di nota di Anthony Caro

Quando morì nel 2013, Anthony Caro era considerato lo scultore britannico più influente della sua generazione. La sua influenza derivava sia dal suo lavoro che dall’insegnamento. Due giorni alla settimana, dal 1953 al 1981, insegnò alla St Martin's School of Art di Londra. Lì, una delle sue principali innovazioni fu combinare le lezioni di scultura e disegno, modificando l’attenzione delle lezioni dal copiare i soggetti a “comprenderli.” Questa stessa prospettiva definì anche la sua opera come artista. All’inizio, copiava le sue sculture dal vero. Modellava le sue prime opere o le scolpiva nella pietra, e le posava su piedistalli nel modo tradizionale. Ma poi, nel 1960, cambiò bruscamente e iniziò a realizzare sculture non figurative, astratte, in metallo, posandole direttamente sul pavimento. Invece di percepire queste opere come separate dall’ambiente, gli spettatori si sentivano connessi all’opera e potevano persino camminarci intorno e osservare i cambiamenti del suo aspetto mentre si muovevano. Il suo obiettivo di comprendere e poi esprimere l’essenza astratta dei suoi soggetti lo portò anche alla conclusione che avrebbe dovuto usare oggetti e materiali trovati nelle sue opere. Questi, a suo avviso, sono le cose della vita quotidiana moderna. Il significato intrinseco che contengono parla molto agli spettatori moderni. La sua evoluzione come artista fece di Caro un perfetto ponte tra artisti come Marcel Duchamp, che per primo assemblò oggetti di uso quotidiano in sculture, e artisti contemporanei come Jessica Stockholder, che espandono quel concetto nella creazione di esperienze percettive su larga scala che ridefiniscono i rapporti umani con lo spazio. L’eredità lasciata da Caro è quella di un’incessante invenzione, e qui ci sono cinque delle sue opere più notevoli:

Donna che si sveglia (1955)

Caro imparò a scolpire dalla natura mentre studiava alla Royal Academy di Londra. Gli fu insegnato a copiare direttamente le sculture di artisti greci, romani ed etruschi. Dopo la laurea, si trasferì da Londra all’Hertfordshire dove, con una mossa famosa, chiamò a freddo Henry Moore, il grande scultore biomorfico modernista, chiedendo un posto come suo assistente di studio. Moore lo rifiutò, ma gli disse di tornare dopo sei mesi. Caro tornò e ottenne un lavoro. Nonostante il rispetto per Moore, Caro faticava sia con la sua formazione accademica sia con l’influenza che Moore aveva su di lui. Quando Caro ebbe la sua prima mostra personale nel 1956, queste due influenze erano pienamente evidenti, specialmente nella scultura più discussa della mostra: “Donna che si sveglia” (1955). La posa della donna ricorda indubbiamente le forme femminili reclinate scolpite da Moore, mentre le proprietà fisiche ed emotive eroiche dell’opera evocano molti riferimenti classici.

Ventiquattro Ore (1960)

Nonostante la sua lotta interiore per trovare una voce originale, le sculture figurative che Caro realizzava furono ben accolte dal pubblico. Una fu esposta alla Biennale di Venezia del 1958, e un’altra vinse il premio per la scultura alla Biennale di Parigi del 1959. La notorietà, tuttavia, lo mise in contatto con influenti artisti astratti degli Stati Uniti, come Helen Frankenthaler, Kenneth Noland e Robert Motherwell. Il suo rapporto con loro alimentò il suo istinto verso l’astrazione e lo incoraggiò ad avere la fiducia per compiere un cambiamento radicale nel suo stile. Il suo nuovo approccio si manifestò per la prima volta nel 1960 con “Ventiquattro Ore.” Il successo di quest’opera lo spinse a rinnovare radicalmente il suo programma didattico, ponendolo all’avanguardia dell’avanguardia accademica britannica.

Una Mattina Presto (1962)

Nel 1963, la Whitechapel Gallery di Londra organizzò una mostra personale di quindici sculture astratte di Caro, la mostra che lo lanciò alla fama internazionale. Per molti spettatori, lo spazio interno della galleria sembrava come se fosse in costruzione—forme metalliche apparentemente sparse in attesa di una copertura esterna. Tra le altre forme spiccava un grande assemblaggio luminoso rosso di acciaio e alluminio intitolato “Una Mattina Presto” (1962). Forme, linee e angoli si incontravano per creare questa forma indefinibile: chiaramente il risultato di decisioni intellettuali; scelte, non incidenti. Ogni prospettiva da cui si osserva l’opera offre nuove possibilità. Non è un supporto per un’altra struttura, ma piuttosto un sostegno per un viaggio esoterico, il cui scopo è semplicemente guardare e sognare.

Altalena Gialla (1965)

Quando Caro viaggiò per la prima volta in America nel 1959, una delle connessioni più influenti che fece fu con lo scultore David Smith, un espressionista astratto che già lavorava con il metallo saldato. Smith e Caro divennero sia amici che concorrenti. Caro creò la scultura “Altalena Gialla” (1965) l’anno in cui Smith morì in un incidente d’auto. Le proprietà multivalenti dell’opera permettono interpretazioni visive apparentemente infinite mentre lo spettatore si muove intorno ad essa. Lo spazio vuoto è incorporato nella composizione e a volte esercita un’autorità percettiva sui materiali solidi. Il suo uso vivido del colore esprime il desiderio che Caro una volta espresse, che in qualche modo lui e i suoi contemporanei potessero essere visti come gli eredi dello spirito dell’Impressionismo—i custodi di un atteggiamento sperimentale rivoluzionario.

Emma Dipper (1977)

Nel 1977, Caro si trovò in difficoltà quando si rese conto che dallo studio remoto in Saskatchewan, Canada, dove era venuto a lavorare temporaneamente, non poteva accedere ai suoi materiali abituali. Adattò quindi la sua pratica per incorporare il tipo di metallo sottile usato localmente per applicazioni agricole. “Emma Dipper” (1977), mostrata sopra, fu la prima scultura che realizzò con questo materiale. È intitolata a Emma Lake, dove si trovava il suo studio. L’opera è stata descritta come umile, poiché mette in secondo piano la scultura stessa. Le linee di metallo sottile cedono il passo alle forme che creano dagli spazi vuoti dentro e intorno all’opera. La scultura è come l’epitome dell’enigma taoista che un contenitore è solo una forma vuota, eppure è il vuoto interno che troviamo utile.

 

Immagine in evidenza: Sir Anthony Caro - Emma Dipper, 1977. 2130 x 1700 x 3200 mm. Acciaio dipinto Collezione. Cortesia di Barford Sculptures Ltd

Tutte le immagini sono usate a scopo illustrativo

Di Phillip Barcio  

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