
Ecco alcuni brillanti esempi di scultura cubista
Nella pittura, il Cubismo tende ad appiattire lo spazio, quindi a prima vista l’idea di scultura cubista può sembrare una contraddizione. Ma la teoria dietro il Cubismo non riguarda tanto la dimensionalità quanto la simultaneità, la libertà di non rappresentare un unico punto di vista in un momento specifico nello spazio e nel tempo. In pratica, gli aspetti teorici del Cubismo presentano sfide stimolanti per gli scultori. Ecco perché fin dalle prime fasi dello sviluppo del movimento la scultura cubista è stata attivamente esplorata sia da scultori dediti a tempo pieno sia da pittori attratti intellettualmente dal mezzo grazie all’approccio radicale del Cubismo nel rappresentare la geometria, il movimento, la prospettiva e il tempo.
Le prime sculture cubiste
Non sorprende che la maggior parte degli storici dell’arte consideri la prima scultura cubista un’opera di Pablo Picasso, l’inventore del Cubismo. Il dipinto proto-cubista di Picasso Les Demoiselles d'Avignon fu realizzato nel 1907 ed è considerato il punto di partenza per la teoria cubista. La prima scultura cubista di Picasso fu creata nel 1909 e si intitolava Testa di donna (Fernande). La scultura rappresentava la sua amante Fernande Olivier. Era composta da una varietà di piani diversi e utilizzava un vocabolario geometrico semplificato, come se assemblasse superfici viste da molteplici punti di vista. L’opera è essenzialmente cubista in quanto cerca di mostrare molteplici aspetti del soggetto simultaneamente, che si spostano in volume e presenza come se si muovessero nel tempo. Originariamente modellata in argilla, con il permesso di Picasso fu successivamente fusa in bronzo.

Pablo Picasso - Testa di donna (Fernande), 1909. Bronzo. 41,3 x 24,7 x 26,6 cm. © 2017 Estate of Pablo Picasso / Artists Rights, Society (ARS), New York
Circa un anno dopo, lo scultore ucraino Alexander Archipenko si dedicò completamente a esprimere il Cubismo attraverso la scultura. L’Eroe (1910) è uno dei suoi primi lavori, che presenta la geometria semplificata di una figura maschile in movimento. Negli anni successivi, la pratica di Archipenko si evolse in esami molto più elaborati delle forme cubiste, mentre cercava di trasmettere molteplici punti di vista riducendo le forme ai loro equivalenti geometrici più semplici, come rappresentato in opere come Donna che cammina, del 1912.
Alexander Archipenko - L’Eroe, 1913. Stampa al gelatino d’argento. 14,7 x 11 cm (5,8 x 4,3 pollici).
Le sculture cubiste perdute
Il lavoro di Archipenko fu considerato rivoluzionario e fu incluso nella mostra cubista fondamentale al Salon d'Automne del 1912 a Parigi. Alla mostra espose una scultura chiamata Vita familiare. L’opera rappresenta un punto brillante nel suo sviluppo, ma risulta essere stata distrutta accidentalmente. Stranamente, lo stesso destino toccò a diverse altre prime sculture cubiste, tra cui Gruppo di donne di Joseph Csaky (anch’essa inclusa nel Salon d'Automne del 1912) e Testa (autoritratto) di Csaky.

Alexander Archipenko - Vita familiare, 1912 (a sinistra) e Joseph Csaky - Testa - Autoritratto, 1913 (a destra)
Muoversi nel tempo
È evidente osservando le opere dei primi scultori cubisti che le loro preoccupazioni erano principalmente concentrate nel catturare molteplici punti di vista, rappresentare punti di vista che si spostano su molteplici superfici e nel ridurre il loro vocabolario formale a semplici forme geometriche. Ma una grande scultura cubista dovrebbe anche concentrarsi sul movimento e sul tempo, catturando la mobilità di un soggetto mentre si gira e si contorce in modo attivo e dinamico.
Un esempio brillante di scultura cubista che cattura simultaneità, geometria e movimento nel tempo è Il grande cavallo (1914), di Raymond Duchamp-Villon. Raymond fu uno dei quattro figli Duchamp che divennero artisti professionisti di successo. Era un esperto di cavalli, avendo servito in una divisione di cavalleria militare. Il grande cavallo cattura la potenza e la grazia di un cavallo che carica e salta nello spazio.

Raymond Duchamp-Villon - Il grande cavallo, 1914 (fusione c. 1930-31). Bronzo. 101,6 x 100,1 x 56,7 cm. Collezione MoMA
L’opera di Duchamp-Villon ebbe un impatto potente sull’artista italiano Umberto Boccioni, che divenne una figura di spicco nel movimento futurista. Boccioni era determinato a catturare il movimento nelle sue sculture. Il suo scopo non era astrarre le forme che scolpiva, ma piuttosto rappresentarne la natura essenziale catturandone il movimento nello spazio e nel tempo. Boccioni disse: “Non siamo contro la natura… (siamo) contro l’immobilità.”
Linea, piano e volume
Lo scultore nato in Lituania Jacques Lipchitz esplorò un nuovo approccio alla scultura cubista ispirato dalla conversazione iniziata da Picasso nel 1912 con i suoi primi assemblaggi. L’idea di un assemblaggio è che invece di arrivare a una forma scultorea attraverso la riduzione della massa, si costruisce una forma tridimensionale assemblando parti disparate. Lipchitz modificò quel concetto per adattarlo alla sua pratica scultorea.
Descrivendo le sue sculture come “architettoniche”, si vedeva come un costruttore della forma umana, prima riducendo le sue parti alle manifestazioni più semplici di superficie, linea e volume e poi assemblando quelle parti disparate in un insieme multiprospettico. L’esempio più emblematico del suo pensiero si manifesta in un’opera del 1915, semplicemente intitolata “Scultura.”
Meno teorico e più viscerale nell’approccio, lo scultore Henri Laurens costruì similmente forme umane voluminose usando un linguaggio ridotto di cilindri, coni, torri e sfere poggianti su molteplici superfici viste da varie prospettive. Laurens iniziò a scolpire nel 1915. La sua opera Donna con fruttiera, del 1920, dimostra le influenze architettoniche di Lipchitz.

Henri Laurens - Donna con fruttiera, 1920. Terracotta. 36,8 cm (14,5 pollici).
La tradizione cubista ceca
Tra i primi scultori cubisti vi furono due artisti di Praga, entrambi studiati a Parigi prima della Prima guerra mondiale. Per questi artisti, il Cubismo era una forza filosofica potente. La libertà intellettuale che incarnava era diversa da tutto ciò che avevano incontrato a casa. Lo scultore ceco Otto Gutfreund arrivò a Parigi nel 1909 e Emil Filla era un artista poliedrico che veniva in Francia periodicamente tra il 1907 e il 1914.
Filla e Gutfreund combatterono entrambi nei Paesi Bassi durante la Prima guerra mondiale, poi tornarono a Praga dopo la guerra. Filla divenne insegnante d’arte. Gutfreund portò con sé una passione per le opere di Picasso e Georges Braque, scrivendo della capacità del Cubismo di “condensare un’intera abbondanza in ogni vista.” Il Cubismo influenzò profondamente questi due artisti cechi, che a loro volta influenzarono profondamente il futuro sviluppo artistico della loro nazione.

Otto Gutfreund - Tenendosi, 1913-14. Bronzo. 25 x 13 x 10 pollici. Galleria Nazionale, Praga e Emil Filla - Testa cubista, 1913.
L’eredità della scultura cubista
Sebbene la maggior parte degli scultori si fosse evoluta in nuove forme di espressione entro la metà degli anni Venti, il Cubismo aveva avuto un impatto drammatico sul pensiero di tutte le discipline artistiche. Le tradizioni scultoree attuali potrebbero non basarsi sulla geometria o sull’estetica del Cubismo, ma la ricerca di rappresentare il movimento, il tempo e molteplici prospettive ha continuato a influenzare molti altri movimenti artistici. Forse l’eredità più importante della scultura cubista è proprio questa: la sua innovazione e la libertà che ha dato agli artisti di cercare nuovi modi per rappresentare l’interezza dell’esperienza umana.
Immagine in evidenza: Alexander Archipenko - Donna che cammina, 1912.
Tutte le immagini sono usate a scopo illustrativo
Di Phillip Barcio






