
Le forme astratte della natura di Sam Falls
L'artista poliedrico Sam Falls è cresciuto nel Vermont rurale, una delle zone meno popolate degli Stati Uniti. È cresciuto vagando nel suo ambiente naturale e meravigliandosi dei modi in cui i processi organici di vita, morte e rinascita si svolgevano continuamente intorno a lui. Ha anche osservato i vari modi in cui gli esseri umani interagiscono con l'ambiente naturale remoto, specialmente nelle zone di confine dove la società consumistica e la natura selvaggia si incontrano. Dopo aver conseguito il suo MFA nel 2010 presso l'International Center for Photography al Bard College, ha indagato le esperienze, le lezioni e i concetti che ha raccolto contemplando il legame tra gli esseri umani e la biosfera. Questa indagine lo ha spinto a esplorare molteplici strategie visive per comunicare i suoi pensieri. Per esempio, spesso si è meravigliato di come ai margini delle fitte foreste, dove a volte le persone allestiscono insediamenti “fuori rete”, la convivenza di flora, fauna e insediamenti crea una sorta di immagine frankensteiniana dell'intersezione tra umanità e natura. Non del tutto civilizzato, ma neppure del tutto selvaggio, a volte è difficile capire dove finiscono questi luoghi spesso fatiscenti e dove inizia la natura selvaggia. Falls ha espresso magistralmente questo fenomeno riempiendo un vecchio camioncino arrugginito e decaduto con un giardino di piante autoctone della prateria. La scultura vivente poneva una domanda che molti, avendo visto una simile scena in natura, si sono posti: è un’immagine della cultura umana che si impone sulla natura, o un’immagine della natura che domina i resti di un’umanità fallita? Questo mese, la 303 Gallery nel quartiere Chelsea di Manhattan inaugurerà una mostra personale che esplora la più recente strategia visiva sviluppata da Falls per esprimere le sue preoccupazioni: l’uso del processo del fotogramma per fondere astrazione e figurazione e creare immagini che comunicano come si sente la natura.
Dipinto-grammi
Un fotogramma è un’immagine creata usando materiali fotografici, come la luce e una superficie fotosensibile, ma senza l’ausilio di una macchina fotografica. La tecnica è comunemente usata nell’arte astratta, dai pionieri del primo Novecento come Man Ray, László Moholy-Nagy ed Elsa Thiemann, fino ad artisti contemporanei come Tenesh Webber, Richard Caldicott e Thomas Ruff. Chiunque abbia mai avuto una linea di abbronzatura, dove il sole brucia il contorno di un indumento sulla pelle, è diventato involontariamente la superficie di un fotogramma naturale. Lo stesso processo di base si manifesta anche in modi non legati alla luce. Per esempio, potreste aver visto aree asciutte sul cemento dopo un temporale, dove era parcheggiata un’auto o dove qualcosa era stato appoggiato. Oppure, quando foglie o altri elementi naturali si decompongono sul terreno, un’impronta della loro forma rimane grazie agli stessi processi naturali che hanno distrutto la materia biologica.

Sam Falls - Oceano Pacifico (Leo Carrillo, CA, B), 2018. Pigmento su tela. 90 x 218 pollici (228,6 x 553,7 cm). Foto per gentile concessione di 303 Gallery. © Sam Falls
Falls sta esplorando proprio questo tipo di fenomeno nelle sue nuove opere, che, a mancanza di un termine migliore, potrebbero essere chiamate dipinto-grammi invece che fotogrammi. Falls sostanzialmente esce in natura e libera una porzione di terreno da foglie, fiori e sassi. Poi stende una tela su quella zona liberata e vi riposiziona sopra alcuni dei sassi e materiali naturali che aveva rimosso. Successivamente, Falls sparge pigmento secco sulla tela e lascia che il tutto maturi durante la notte. Mentre la rugiada si posa sulla tela, il pigmento catalizza, lasciando immagini d’ombra che documentano gli oggetti appoggiati sulla tela. Falls ripete poi il processo. Il secondo strato di immagini crea profondità di campo, sfocando le qualità rappresentative specifiche delle forme naturali. Il risultato è un resoconto figurativo della realtà mescolato a una composizione visiva astratta che funge anche da testimonianza dei materiali e dei processi usati nella sua creazione.

Sam Falls - Senza titolo (Neutra House, Los Feliz, CA., 2), 2018. Pigmento su lino. 90 x 70 pollici (228,6 x 177,8 cm). Foto per gentile concessione di 303 Gallery. © Sam Falls
Museo di Storia Naturale dell’Arte
La mostra che apre questo mese alla 303 Gallery non è la prima volta che Falls espone questi “dipinto-grammi” naturali. Li ha esposti in una grande installazione all’inizio di quest’anno al Hammer Museum di Los Angeles. Per quel progetto, Falls ha viaggiato in tutti i parchi nazionali della California, creando un dipinto di questo tipo in ogni parco. Poi ha appeso le grandi tele una accanto all’altra, riempiendo l’atrio del museo con quello che sembrava essenzialmente un enorme murale a patchwork. L’opera è stata descritta come un tour dei parchi nazionali, oltre che una documentazione dell’immensa varietà di flora presente in quei parchi. Ciò che non era chiaro nella mostra al Hammer era se gli aspetti astratti delle immagini — come i pigmenti di colore usati o la metodologia impiegata per arrivare alla composizione — fossero anche legati al senso del luogo che Falls cercava di creare con ogni immagine.

Sam Falls - Il Fiume, 2017. Pigmento su tela. 150 x 174,41 pollici (381 x 443 cm). Foto per gentile concessione di 303 Gallery. © Sam Falls
Nella mostra alla 303 Gallery, Falls aggiunge un elemento ulteriore che potrebbe aiutare a colmare questa discrepanza. Espone quelle che la galleria chiama “fotografie contestuali”, che catturano quella zona “intermedia” che spesso esiste ai margini della società e della natura. In questo caso, Falls ha fotografato i confini dei parchi nazionali dove crea i suoi dipinti, documentando il segno fisico della civiltà umana che avanza. Queste fotografie offrono un ulteriore livello di contenuto ai dipinti e sollevano una domanda interessante su cosa esattamente Falls speri di comunicare con la sua opera. Il suo metodo rappresenta una registrazione della natura, ma anche una sua manipolazione. Le fotografie sfiorano il commento critico, eppure sembrano più una celebrazione. Si ha la sensazione che Falls sia in pace con il reticolo di domande che la sua opera solleva, così come si senta a suo agio con la bellezza inquietante, suggestiva e talvolta disturbante di ciò che resta quando umanità e natura si incontrano. Sam Falls alla 303 Gallery sarà in mostra dal 12 settembre al 20 ottobre 2018.
Immagine in evidenza: Sam Falls - Hospice, 2017. Pigmento su tela. 150 x 174,41 pollici (381 x 443 cm). Foto per gentile concessione di 303 Gallery. © Sam Falls
Di Phillip Barcio






