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Articolo: Sandra Blow, Una Figura di Spicco del Movimento Astratto in Gran Bretagna

Sandra Blow, A Leading Figure of the Abstract Movement in Britain - Ideelart

Sandra Blow, Una Figura di Spicco del Movimento Astratto in Gran Bretagna

Una selezione di dipinti tardi e di grande formato di Sandra Blow esposti alla Galleria Huxley-Parlour di Londra offre uno sguardo nuovo sull’inventiva di questa artista britannica pioniera. Blow faceva parte della generazione di artisti astratti europei che trovarono ispirazione sperimentando nuovi modi di approcciarsi all’arte nel dopoguerra. Nel 1947 abbandonò famosamente la Royal Academy e si recò in Italia, con l’intenzione di imparare da sola l’arte osservando i classici. Durante il soggiorno, Blow strinse amicizia con Alberto Burri, uno dei principali esponenti dell’avanguardia italiana. Blow e Burri condivisero un’affinità per materiali e tecniche artistiche non tradizionali, fondendo pittura e collage e traendo piacere viscerale da materiali come sacco di juta, cemento, plastica e terra. Burri usò questa passione come base per ciò che divenne noto come il movimento Arte Povera. E sebbene Blow non facesse parte di quel movimento e la sua collaborazione con Burri durò poco, mantenne lo spirito di libertà e innovazione che Burri l’aveva aiutata a scoprire in sé stessa al ritorno a Londra. A partire dagli anni Cinquanta, Blow formulò una propria voce visiva unica, esplorando la dicotomia essenziale tra materiali e tecniche tradizionali e sperimentali. Il suo lavoro ebbe un tale impatto innovativo che fu persino assunta come insegnante al Royal College of Art—un’occasione per trasformare un’istituzione che prima trovava troppo noiosa. Ma il suo interesse non si limitava allo sviluppo di tecniche innovative e all’uso di materiali insoliti. Aveva anche un interesse diretto per gli aspetti più formali dell’astrazione, come forma, texture, linea, spazio e ritmo. La sua opera si colloca piacevolmente negli spazi liminali tra ciò che è astratto e ciò che è concreto; tra ciò che è considerato arte alta e arte bassa; e tra ciò che è lirico e geometrico. Concentrandosi su opere realizzate tra il 1972 e il 2005, Sandra Blow: The Late Works alla Galleria Huxley-Parlour mette in luce questa artista unica nel suo momento di massima potenza, e focalizza l’attenzione sulla forza della sua voce visiva matura e idiosincratica.

Precisione e Caos

Una delle contrapposizioni più sorprendenti riguardo a Sandra Blow era la sua capacità di creare dipinti che evocano simultaneamente precisione totale e assoluta fantasia. Uno dei dipinti meno precisi presenti in Sandra Blow: The Late Works è un’opera senza titolo del 1975 che offre un arrangiamento cacofonico di spazi triangolari blu, ciascuno più disordinato del precedente. Le forme sembrano quasi accidentali, ma le pennellate conferiscono al dipinto un tale senso di energia e vivacità da far pensare che forse sia stato appena terminato—un’impresa difficile per qualsiasi artista. Nonostante gli aspetti apparentemente caotici della composizione, il dipinto appare e si percepisce armonioso. La varietà di texture, nel frattempo, offre all’occhio infiniti momenti di contemplazione. Quest’opera mette a fuoco l’idea di relazioni, o la nozione che ciò che rende un oggetto degno di essere osservato a volte non ha nulla a che fare con la virtuosità, ma tutto con la curiosità.

Dipinto Quasa Una Fantasia di Sandra Blow

Sandra Blow - Quasa Una Fantasia, 2004. Acrilico su tela. 102 × 102 in (259,1 × 259,1 cm). © Sandra Blow. Cortesia Galleria Huxley-Parlour

Un altro dipinto senza titolo in mostra, del 1972, si colloca in uno spazio visivo così preciso e accurato da ricordare i tardi dipinti a campi di colore di Mark Rothko. Immerso in tonalità di verde e giallo, crea profondità e illusione all’interno di uno spazio appiattito, tutto realizzato con una tecnica semplice come la giustapposizione di linee nette e bordi sfumati. L’integrità delle forme gialle suggerisce che esse siano il soggetto centrale del dipinto. Ma poi lo spazio verde si riempie di una tale luce da diventare un campo trascendente in cui l’occhio e la mente possono vagare. Questo dipinto è così sobrio e delizioso nella sua semplicità da dichiararsi un capolavoro. Inoltre, ancora una volta, ha una tale energia da sembrare dipinto rapidamente e terminato pochi secondi fa—un risultato notevole per un dipinto di oltre 40 anni fa.

Dipinto senza titolo di Sandra Blow

Sandra Blow - Senza titolo, 1972. Olio e collage tessile su tela. 54 x 48 in. (137,16 x 121,92 cm). © Sandra Blow. Cortesia Galleria Huxley-Parlour

Complicazioni Crescenti

Uno dei modi in cui la mostra ha maggior successo è come Sandra Blow: The Late Works dimostra il percorso unico che Blow ha tracciato con la maturità. Molti artisti tendono a una semplicità crescente col passare del tempo—come Mondrian, Martin o Judd, riducono la loro voce visiva fino a raggiungere qualcosa che considerano puro. Nel caso di questi dipinti, tuttavia, le opere più recenti in mostra si rivelano tra le più complesse create da Blow. “Quasa Una Fantasia” (2004) fonde colore, linea, texture e spazio in un paesaggio onirico incrociato e inquietante. Una struttura audace di linee blu cerca di imporsi all’occhio, ma rapide macchie diagonali di rosso e oro rovesciano la sua influenza con la loro energia. Nel frattempo, un motivo spettrale e sbiancato richiama ciò che si nasconde oltre l’ovvio, suggerendo che il mistero sia il vero soggetto di questo dipinto.

Dipinto senza titolo di Sandra Blow

Sandra Blow - Senza titolo, c. 1975. Acrilico su tela. 84 x 78 in. © Sandra Blow. Cortesia Galleria Huxley-Parlour

“Touchstone 2” (2005), invece, uno degli ultimi dipinti in mostra e uno degli ultimi realizzati da Blow prima di morire, è altrettanto complesso e perfettamente equilibrato. Le sue qualità materiali lo elevano al livello di oggettività manifesta—non si può sfuggire alla sua presenza fisica. Eppure gli aspetti più affascinanti del dipinto non sono materiali, ma il suo uso delicato del colore e il suo assemblaggio casuale di linee disegnate a mano. Sempre presente in questo dipinto è il rispetto e la meraviglia che Blow nutriva per l’astrazione formale: esalta la linea, la griglia, la geometria e il valore della luce e dello spazio. È anche una bellissima dichiarazione dell’equilibrio tra pianificazione e azione: la collaborazione tra tradizione e sperimentazione che ha esplorato per tutta la vita. Con le sue molteplici complessità e i momenti inattesi di piacere, quest’opera e questa mostra esprimono qualcosa di essenziale e duraturo che Blow ha toccato ripetutamente durante la sua carriera: l’importanza di restare aperti alla sorpresa.

Sandra Blow: The Late Works è in mostra alla Galleria Huxley-Parlour di Londra fino al 9 marzo 2019.

Immagine in evidenza: Sandra Blow - Touchstone 2, 2005. Acrilico e sacco di juta su tela. 102 × 102 in (259,1 × 259,1 cm). © Sandra Blow cortesia Galleria Huxley-Parlour
Tutte le immagini sono usate a scopo illustrativo
Di Phillip Barcio

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