
La Settimana nell'Arte Astratta – Risultati in Corso
Gli artisti trovano cose e creano cose. Ciò che fanno con le cose che trovano dipende da loro. Ciò che noi troviamo nelle cose che creano dipende da noi. Da quando Picasso ha incollato per la prima volta l’immagine di una sedia su un dipinto e Duchamp ha immaginato il suo primo Readymade, il rapporto tra artisti, spettatori e oggetti trovati si è evoluto. Alcuni credono che l’arte non possa essere trovata, ma debba essere creata. Altri si entusiasmano per gli oggetti trovati, scoprendo ispirazione nelle loro narrazioni insite e nelle sorprendenti qualità formali. Il tema dell’arte trovata ci ha ispirato molte conversazioni interessanti sull’artigianato, l’intenzione, il processo e il genere. Ma nel mezzo di queste conversazioni abbiamo imparato che, indipendentemente dai nostri altri giudizi, siamo capaci di identificarci facilmente sia con il trovato che con il creato; forse perché noi stessi siamo un po’ di entrambi. In celebrazione degli oggetti d’arte sia trovati che creati, ecco cinque mostre attuali di arte astratta che presentano artisti che indagano il significato nello spazio tra trovare e creare.
Roman Ondak: La fonte dell’arte è nella vita di un popolo, South London Gallery, Londra
In mostra fino al 6 gennaio 2017
La vita centenaria di un albero è letteralmente sezionata in questa mostra che esplora le possibilità interpretative astratte della cultura e della storia. Roman Ondak ha tagliato un albero abbattuto in cento sezioni e su ogni sezione ha inchiostrato un anello, rappresentante un anno della vita dell’albero, e ha impresso un’immagine di un evento storico accaduto in quell’anno. Ogni cento giorni della mostra una delle sezioni viene appesa al muro, segnando il tempo. Insieme agli altri oggetti trovati e creati in questa mostra, l’albero invita gli spettatori a riflettere sul valore e sul significato delle nostre idee ereditate su natura, cultura, storia e arte.
Tony Feher: Non è andata come mi aspettavo, Sikkema Jenkins & Co., New York
In mostra fino al 23 dicembre 2016
Tony Feher è scomparso all’inizio di quest’anno a New York. Questa mostra rivela parte del suo ultimo corpus di opere, concentrandosi su una selezione di dipinti monocromi che incorporano conchiglie trovate. Feher ha ottenuto riconoscimenti per le creazioni scultoree realizzate con oggetti scartati della vita quotidiana. Il suo lavoro rivela un attaccamento personale a questi oggetti trovati che sembra superare le connotazioni intellettuali o filosofiche.
Tony Feher - Non è andata come mi aspettavo (Blu Ceruleo), 2010-16, foto per gentile concessione di Sikkema Jenkins & Co
Ree Morton: Qualcosa nel vento, Alexander and Bonin, New York
In mostra fino al 22 dicembre
Le opere in questa mostra dell’artista post-minimalista Ree Morton possiedono un’innocenza inquietante. Sembrano oggetti strani trovati in un diario tridimensionale di sogni. Il loro significato è felicemente oscuro, ma sono comunque carichi del peso di un passato specifico. Morton ha lavorato con una miscela di oggetti trovati e creati, ma in queste opere è impossibile, e forse irrilevante, determinare quale sia quale.
Ree Morton - Qualcosa nel vento, Alexander and Bonin, New York, 2016, foto per gentile concessione di Alexander and Bonin, New York
Shinique Smith: Cigno Nero, Brand New Gallery, Milano
In mostra fino al 14 gennaio 2017
Questa mostra poliedrica di nuove opere di Shinique Smith trasmette energia, movimento e forze trasformative. Assemblaggi di tessuto a forma di bozzolo pendono dal soffitto, gonfi di promesse. Dipinti con collage di tessuto si proiettano in avanti dalle loro superfici, attirando contemporaneamente lo sguardo in profondità nel piano. Smith infonde tale vita nei materiali trovati che usa nelle sue opere che sembra che siano stati fatti proprio per questo.
Shinique Smith - Cigno Nero, Brand New Gallery, Milano, 2016, foto per gentile concessione di Brand New Gallery
David Ostrowski, Michail Pirgelis: Non è successo nulla, Sprüth Magers, Los Angeles
In mostra fino al 23 dicembre 2016
Questa mostra mette a confronto i dipinti di David Ostrowski con l’arte trovata di Michail Pirgelis. Gli oggetti presentati da Pirgelis sono tutti componenti di aerei trovati in rottamai. Li modifica minimamente, disponendoli stoicamente come oggetti astratti, senza commenti o giudizi. Insieme alle opere minimali di Ostrowski, questa mostra affronta la questione del minimo che un artista deve fare per suscitare un fenomeno estetico.
David Ostrowski, Michail Pirgelis - Non è successo nulla, 2016, Sprüth Magers, Los Angeles, foto per gentile concessione di Sprüth Magers
Immagine in evidenza: Roman Ondak - vista dell’installazione, copyright dell’artista, kurimanzutto, Esther Schipper, gb agency, Martin Janda, foto Andy Keate
Di Phillip Barcio






