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Articolo: La Mostra di Arte Astratta Britannica Arriva a Nottingham

British Abstract Art Exhibition Arrives in Nottingham - Ideelart

La Mostra di Arte Astratta Britannica Arriva a Nottingham

Quest'anno si celebra il 70º anniversario della Collezione del Consiglio delle Arti, la più importante collezione in prestito di arte moderna e contemporanea britannica al mondo. Per festeggiare questo traguardo, l'ACC ha allestito una spettacolare mostra itinerante di arte astratta britannica degli anni Sessanta. Intitolata Kaleidoscope: Colore e Sequenza nell'Arte Britannica degli anni Sessanta, la mostra è viva di colori, forme e figure. E come lo strumento ottico da cui prende il nome, le chiavi di questa esposizione sono la ripetizione e la simmetria. Nel realizzare la mostra, i co-curatori Sam Cornish e Natalie Rudd hanno adottato una prospettiva unica, andando ben oltre l'ovvio. Piuttosto che concentrarsi sulle prevedibili categorizzazioni dei movimenti artistici in cui la maggior parte degli artisti inclusi nella mostra tende a essere inserita, hanno lavorato partendo dal concetto che almeno durante il decennio radicale degli anni Sessanta, gli artisti astratti britannici erano più simili nei loro concetti generali che diversi.

L'aspetto degli anni Sessanta

Uno dei preconcetti inevitabili che si ha pensando ai vari decenni è che quel periodo avesse un certo aspetto iconico. Immaginiamo scene cinematografiche degli anni Ottanta, o degli anni Sessanta, o soprattutto degli anni Sessanta, e certi tipi di immagini ci vengono in mente. Ma è davvero vero che esiste un aspetto caratteristico di un certo decennio? Oppure selezionando e riproponendo all'infinito certe immagini del tempo attraverso tutti i mezzi di comunicazione, i creatori di tendenze nella pubblicità, nella moda e nella cultura popolare hanno solo fatto sembrare vero questo concetto? Questa è una delle idee più affascinanti affrontate da Kaleidoscope: Colore e Sequenza nell'Arte Britannica degli anni Sessanta.

La mostra riunisce un gruppo di artisti incredibilmente vario. Include di tutto, dagli scultori astratti geometrici come Michael Bolus e Tim Scott, agli artisti Pop figurativi come Antony Donaldson ed Eduardo Paolozzi, fino a giganti come Bridget Riley, William Turnbull e Anthony Caro. Nel mix sono inclusi anche Kim Lin, che ha esplorato forme naturali e organiche nelle sue sculture astratte; Robyn Denny, che negli anni Sessanta passò dal tachismo a composizioni semplici, lineari e superfici ultra piatte; Barry Flanagan, noto soprattutto per le sue sculture figurative in bronzo di animali; Richard Smith, un fantasioso incisore e pittore Pop; e altri 14 artisti. Ma nonostante la presenza di tante posizioni estetiche opposte, stranamente i curatori sostengono che tutti questi artisti stavano essenzialmente esplorando concetti simili, seppur in modi molto diversi, il cui risultato sembra essere la creazione di un “aspetto” unificato degli anni Sessanta.

William Tucker nuova operaWilliam Tucker - Thebes, 1966, pittura su legno, 121,9 x 137,2 x 203,2 cm, foto per gentile concessione della Collezione del Consiglio delle Arti

Colore, motivo e forma

Ciò che definisce quell’“aspetto” per quanto riguarda questa mostra è una combinazione di colore, forma, figura, simmetria e ripetizione. I blocchi spazialmente sequenziali in una scultura di Anthony Caro dialogano in modo affascinante con i cubi cinetici che sporgono dalla superficie di un oggetto murale di Mary Martin. Entrambi si collegano visivamente e concettualmente con le linee metodiche e i colori in un dipinto di Jeremy Moon. Pur essendo sostanzialmente diversi nell’approccio, le ripetizioni fantasma di forma nel dipinto ispirato ai cartelloni pubblicitari Trio di Richard Smith risuonano con le accumulazioni naturali che emergono da heap 4 di Barry Flanagan e con le forme biomorfiche ripetitive in Thebes di William Tucker.

Ognuno di questi artisti è stato inventivo e persino radicale (e le loro opere conservano ancora tutto l’impatto che avevano mezzo secolo fa). Eppure, considerati insieme in questo modo, è chiaro che stava avvenendo una conversazione molto più ampia che va oltre l’inventiva, verso qualcosa di universale e senza tempo. Kaleidoscope: Colore e Sequenza nell'Arte Britannica degli anni Sessanta riesce a dimostrare la rottura con la storia rappresentata dal lavoro di questi artisti, evidenziando al contempo le affinità che hanno permesso alla loro influenza di raggiungere tutto il mondo e di influenzare ogni aspetto della cultura visiva.

Tim Scott nuova operaTim Scott - Quinquereme, 1966, fibra di vetro, lastra acrilica e legno, 84¾ x 240½ x 59¼ (immagine per gentile concessione della Collezione del Consiglio delle Arti, Southbank Centre, Londra © l’artista 2017, foto di Anna Arca

Nottingham è la prossima tappa

Presentando principalmente opere della collezione, insieme a prestiti selezionati da altre collezioni britanniche, Kaleidoscope: Colore e Sequenza nell'Arte Britannica degli anni Sessanta è la prima grande rassegna sull’arte britannica degli anni Sessanta che la Collezione del Consiglio delle Arti allestisce da quasi vent’anni. La mostra è stata inaugurata alla Longside Gallery e allo Yorkshire Sculpture Park a West Bretton, che è la sede permanente di molte opere importanti degli scultori britannici Henry Moore e Barbara Hepworth, e aprirà il 15 luglio a Nottingham Lakeside Arts presso l’Università di Nottingham, dove resterà aperta fino al 24 settembre. (L’ingresso è gratuito.)

Dopo la conclusione della sua permanenza a Nottingham, Kaleidoscope si sposterà alla Mead Gallery del Warwick Arts Center presso l’Università di Warwick dal 5 ottobre al 9 dicembre, per poi terminare il suo percorso alla Walker Art Gallery dei Musei Nazionali di Liverpool, dove sarà esposta dal 24 febbraio al 3 giugno 2018. Accompagna la mostra un catalogo completamente illustrato, che include saggi dei curatori Natalie Rudd e Sam Cornish, oltre a immagini di alta qualità delle opere di più di 20 artisti presenti nella mostra, tra cui Tess Jaray, Robyn Denny, Phillip King, Richard Smith, Bridget Riley e William Turnbull. È inoltre disponibile per il download gratuito sul sito della Collezione del Consiglio delle Arti un pacchetto educativo approfondito per gli studenti che visiteranno la mostra.

Immagine in evidenza: Barry Flanagan - heap 4, 1967, tela di sacco, sabbia. 23 5⁄8 x 51 9⁄16 x 39 3⁄8 pollici, foto per gentile concessione della Collezione del Consiglio delle Arti, © L’Eredità di Barry Flanagan, per gentile concessione di Plubronze Ltd. Foto: Anna Arca.

Di Phillip Barcio

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