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Articolo: L'Evoluzione dell'Arte per Charles Gaines

The Evolution of Art for Charles Gaines - Ideelart

L'Evoluzione dell'Arte per Charles Gaines

Diverse opere di Charles Gaines saranno esposte in vari luoghi degli Stati Uniti nel corso dei prossimi due anni, in una mostra itinerante intitolata “Solidary & Solitary: The Joyner/Giuffrida Collection.” La mostra esplora come gli artisti neri abbiano risposto, nell’ultimo secolo, a un mondo dell’arte che storicamente li ha incoraggiati a creare opere riguardanti le loro identità razziali e culturali. Gaines rappresenta brillantemente questo dialogo. Non solo è un esempio sicuro di un artista che ha ignorato questa assurda richiesta di mercato, ma per cinque decenni il suo lavoro ha esplorato con maestria i sistemi costruiti e le strutture arbitrarie responsabili della generazione di nozioni insensate come quella che sostiene che, per avere successo, gli artisti debbano creare solo opere sulla loro identità sociale.

Le Contraddizioni Creano Buone Relazioni

Gaines ha sempre avuto un rapporto contraddittorio con l’arte. Identificato presto da un insegnante come un possibile prodigio artistico, da bambino aveva poco interesse intrinseco a diventare artista. Quando finalmente si è risvegliato alla sua spinta artistica personale, ha trovato il processo di creare arte dalla sua immaginazione soggettiva forzato e insoddisfacente. Solo verso i trent’anni, nei primi anni ’70, Gaines ha scoperto i concetti di serialità e sistemi, che lo hanno aiutato a fare pace con l’atto creativo togliendo l’ego dal processo. Da allora, è diventato un esperto contemporaneo di primo piano sulle teorie e i concetti legati alla creazione sistematica dell’arte.

In studio, Gaines inventa sistemi arbitrari e poi esplora come questi sistemi influenzino gli elementi individuali all’interno di ambienti più ampi. Fuori dallo studio, condivide le rivelazioni risultanti con la nuova generazione di artisti. Gaines insegna arte da cinquant’anni, prima come professore alla California State University Fresno, e dal 1969 come membro della facoltà del California Institute of the Arts. Parte del suo successo come artista e insegnante deriva dal fatto che abbraccia le contraddizioni insite nel processo creativo. Sa che gli artisti fanno delle scelte, ma spesso sperano anche in risultati inattesi. La sua comprensione di quel rapporto conflittuale, tra la conclusione scontata e l’incidente sorprendente, parla di qualcosa di unicamente contemporaneo sia nell’arte che nella vita.

mostre di nuove pitture concettuali al hammer museumCharles Gaines - Numbers and Trees: Drawing 2, 2014, Grafite su carta, 25 × 32 1/2 pollici, 63,5 × 82,6 cm, Susanne Vielmetter Los Angeles Projects, Culver City

Scelta e Circostanza

Sebbene Gaines abbia lavorato con molti mezzi espressivi, tra cui disegno, pittura, scultura, arte cinetica e videoarte, le opere che parlano più direttamente della sua grande idea sono i suoi disegni e dipinti a griglia. Queste opere somigliano a immagini pixelate tracciate su carta millimetrata. I primi esempi sono i suoi Regression Drawings, iniziati nel 1973. Per realizzare queste immagini, ha creato sistemi matematici arbitrari e poi ha tracciato le immagini richieste dai sistemi, creando composizioni astratte e biomorfiche che potrebbero essere scambiate per letture di computer. Successivamente ha ampliato il concetto, sequenziando immagini di oggetti reali come piante, volti o corpi in movimento, riducendoli a sistemi matematici e replicando le loro immagini su griglie.

Uno degli scopi del suo processo era semplicemente esplorare come i sistemi potessero prendere decisioni artistiche per lui. Un altro era dimostrare come le rappresentazioni visive del mondo fisico siano intrinsecamente astratte e sistematiche. Lavorando, si è reso conto di come le richieste sistematiche causassero evoluzioni inevitabili, ma inaspettate, nelle immagini. I risultati lo hanno piacevolmente sorpreso: sapeva che non avrebbe mai creato tali immagini perché il suo ego non le avrebbe mai immaginate. Le relazioni emerse da quella sorpresa erano, in un certo senso, prive di significato, poiché derivavano da un sistema arbitrario e privo di senso da lui creato. Eppure avevano significato all’interno di quel sistema, nonostante la loro natura arbitraria. Sebbene non fosse sua intenzione esprimere questo, Gaines ha poi riconosciuto come questo processo si riferisca direttamente ai sistemi sociali, come le consuetudini legate all’identità razziale e alla creazione artistica: sono arbitrari e privi di senso, eppure il significato emerge dalle relazioni inaspettate che ne derivano.

tempo di nuove mostre d’arteCharles Gaines - Regression: Drawing #1, Group #2, 1973-1974, Inchiostro meccanico e penna su carta, 24 3/4 × 30 3/4 pollici, 62,9 × 78,1 cm, Hammer Museum, Los Angeles

Comprensione Emergente

L’arte dell’identità è, e da tempo è, un argomento comune di conversazione tra i custodi del mondo dell’arte. Mercanti e collezionisti spesso fetishizzano le identità degli artisti, incoraggiandoli o addirittura manipolandoli a creare opere che parlino in modo evidente di quella eredità, perché pensano che ciò favorisca le vendite. Gaines ha incontrato tale pressione per gran parte della sua vita. Ne rifiuta la logica, ma la riconosce come un esempio di come i sistemi arbitrari creino risultati inattesi. Per generazioni ha insegnato ai suoi studenti a riflettere di più sui risultati dei sistemi arbitrari. Ha mostrato loro come tutto in natura e nella società sia il risultato di sistemi costruiti.

Il suo lavoro ci mostra che un albero è costruito da sistemi naturali, e un’immagine di un albero è costruita da sistemi diversi. Non c’è un significato intrinseco in un albero, né in un’immagine di un albero. Il significato emerge dalle relazioni che abbiamo con entrambi. Esplorando questo tema, Gaines esprime un concetto profondo e universale utile a chiunque cerchi di costruire un mondo diverso. Dimostra che qualunque cosa si manifesti avviene secondo le regole dei sistemi sottostanti. Questo dovrebbe dare forza agli artisti, che capiscono di poter creare i propri sistemi per governare il loro processo creativo. E dovrebbe dare forza alla società, perché ci mostra che il futuro non è fuori dal nostro controllo; è solo governato da sistemi spesso arbitrari. Se possiamo modificare quei sistemi, potremmo sorprenderci generando nuove relazioni che portano a un mondo più interessante e significativo.

mostre di nuove arti concettuali a new yorkCharles Gaines - Falling Leaves #10, 1978, Fotografia a colori, inchiostro su carta. Tre parti: 20 × 16 pollici ciascuna, 25 × 57 × 2 pollici, 63,5 × 144,8 × 5,1 cm, Hammer Museum, Los Angeles

“Solidary & Solitary: The Joyner/Giuffrida Collection” è in mostra fino al 21 gennaio 2018 al Ogden Museum of Southern Art di New Orleans. Successivamente, viaggerà al Nasher Museum of Art di Durham, North Carolina (15 febbraio – 15 luglio 2018), al Snite Museum of Art di South Bend, Indiana (20 agosto – 25 novembre 2018), al Baltimore Museum of Art (primavera 2019) e al Berkeley Art Museum and Pacific Film Archive (inverno 2019 / 2020).

Immagine in evidenza: Charles Gaines - Walnut Tree Orchard, Set 4 (versione 2), 1975-2014, Fotografia, inchiostro su carta. Trittico: 29 × 23 pollici, ciascuno 31 1/2 × 25 1/2 × 1 1/2 pollici, 80 × 64,8 × 3,8 cm

Tutte le immagini sono usate a scopo illustrativo

Di Phillip Barcio

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