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Articolo: La Scienza del Colore e il Modo in Cui Ha Catturato gli Artisti

The Science of Color and The Way it Captivated Artists - Ideelart

La Scienza del Colore e il Modo in Cui Ha Catturato gli Artisti

Per farsi un’idea di quanto sia complessa la scienza del colore, prendetevi un momento dopo aver letto questo articolo per visitare il sito della collezione Cooper Hewitt. In cima alla pagina vedrete un’opzione per “esplorare la collezione.” Cliccate lì e vedrete che, oltre a permettervi di cercare nella collezione come quasi tutti fanno sempre—per nome di un particolare designer o artista, o per un determinato periodo storico o tendenza estetica—il museo consente anche di cercare le opere in base al colore. Cooper Hewitt ha aggiunto questo parametro di ricerca in concomitanza con la sua mostra attuale, “Saturated: Il Fascino e la Scienza del Colore.” La mostra, che occupa le gallerie del secondo piano, include quasi 200 oggetti presi in prestito dalle collezioni permanenti sia di Cooper Hewitt che delle Biblioteche Smithsonian. Si sviluppa in sette sezioni: Catturare il Colore, Ottica del Colore, Creare i Colori, Navigare il Colore, Colore e Forma, Collaborazione del Colore e Scelta del Consumatore. Attraverso questa selezione letteralmente sbalorditiva di libri rari e manoscritti, manifesti, stampe, tessuti, ceramiche, oggetti di design e installazioni interattive, i visitatori sono guidati in un percorso di riflessione, al termine del quale si pongono più domande sul colore di quante ne vengano date risposte. Nonostante l’analisi del colore da quasi ogni possibile angolazione, “Saturated” mi ha ricordato che la scienza del colore è in realtà meno una scienza e più un’arte, con molta misteriosità, magia e congetture messe in gioco per divertimento.

Vedere è Credere

“Saturated” si apre con una sezione intitolata “Catturare il Colore.” Inizia offrendo uno sguardo al lavoro di Sir Isaac Newton, che, all’inizio del 1700, sperimentò con prismi per cercare di comprendere le proprietà del colore in relazione alla luce. Le sue osservazioni sono empiriche e precise. Esse ispirano l’idea che il colore sia davvero un fenomeno misurabile e prevedibile, come la gravità o il calore. Ma non appena iniziamo a pensare al colore in termini puramente scientifici, la mostra ci introduce al lavoro di Johann Wolfgang von Goethe, che contraddisse le scoperte di Newton. Goethe era più un poeta che uno scienziato, quindi era meno interessato a dimostrare cosa fosse il colore e più a riflettere su come esso ci inganni facendoci pensare che sia qualcosa che non è. Scrisse sugli effetti delle ombre sui colori e sugli inganni causati dalla rifrazione. Iniziare questa mostra con questa contraddizione ricorda subito ai visitatori che il colore è soggettivo: che alcuni di noi non vedono nulla; che anche chi vede non necessariamente vede il colore; e che anche chi vede il colore non sempre vede lo stesso colore.

saturated il fascino e la scienza del colore

Saturated: Il Fascino e la Scienza del Colore, vista dell’installazione al Cooper Hewitt. Foto: Matt Flynn © Smithsonian Institution

Per quanto ne so, percepisco il colore in modo tipico, cioè non lo gusto né lo annuso—lo percepisco con la vista. Anche se so di non essere daltonico, non ho idea se sono capace o meno di percepire l’intera gamma di colori percepibili. Come potrei saperlo? Non possiamo sapere ciò che non sappiamo. Comunque, anche assumendo che io sia capace di percepire ogni colore teoricamente percepibile dall’occhio umano, questa breve introduzione ai pensieri di Newton e Goethe mi dice che anche se possiamo vedere il colore e descriverlo, non comprendiamo ancora cosa sia il colore. Siamo ignoranti su cosa, se qualcosa, il colore significhi, o perché sia importante se possiamo percepirlo o no. E questo concetto fondamentale attraversa anche diverse altre sezioni di questa mostra. La sezione “Ottica del Colore” esamina l’iridescenza, l’illusione che certe superfici, come le bolle, cambino continuamente colore. Poi analizza le opere otticamente sfidanti di artisti modernisti come Josef Albers, che ci fanno dubitare se due colori vicini creino un colore aggiuntivo al confine dove si incontrano.

saturated il fascino e la scienza del colore mostra

Saturated: Il Fascino e la Scienza del Colore, vista dell’installazione al Cooper Hewitt. Foto: Matt Flynn © Smithsonian Institution

Qui Non C’è Cardo

Le domande sollevate da “Saturated” mi hanno fatto chiedere se, come specie, siamo semplicemente analfabeti del colore. Soprattutto le sezioni successive, come “Colore e Forma” e “Scelta del Consumatore,” esaminano non tanto ciò che sappiamo o non sappiamo sul colore, ma piuttosto come artisti e creatori siano riusciti a usare il colore nonostante sappiamo così poco su di esso. Vediamo esempi di applicazioni pratiche del colore nelle mappe, e applicazioni commerciali del colore nella moda e nel disegno di prodotti industriali. Si pongono domande su cosa i colori significhino per noi emotivamente, psicologicamente, spiritualmente e fisicamente. Ma si pongono anche domande su quanto siamo consapevoli di come possiamo essere manipolati dal colore, e indotti a pensare che abbia un significato oggettivo. Tutto questo mi riporta, infatti, all’esperienza online che ho menzionato all’inizio di questo articolo.

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Saturated: Il Fascino e la Scienza del Colore, vista dell’installazione al Cooper Hewitt. Foto: Matt Flynn © Smithsonian Institution

Quando sono andato al sito della collezione Cooper Hewitt, ho cercato il colore “thistle” (cardo). Mi sono state subito mostrate immagini di centinaia di oggetti e immagini che, secondo l’occhio digitale che ha scandagliato la collezione, sono almeno parzialmente di colore cardo. E infatti, all’inizio, ogni immagine che guardavo sembrava includere questa particolare tonalità. Tuttavia, a un esame più attento, ho capito che in molti casi il cardo non c’era affatto. Era un miraggio di colore, un’illusione causata dalla luce che rifletteva su un pezzo di metallo, o dall’ombra che cadeva su una superficie bianca, o qualche altra anomalia visiva. La luce aveva ingannato il mio occhio, e evidentemente anche l’occhio del computer, facendoci percepire un colore dove non c’era. Questo non era un errore nel programma di ricerca. Questo è proprio il punto di “Saturated.” È pensato per farci riflettere non solo su cosa sia il colore, ma su cosa non sia. È un fenomeno percepibile. Non è concreto. È astratto. Ha significato e importanza solo se lo percepiamo come tale. “Saturated: Il Fascino e la Scienza del Colore” è in mostra al Cooper Hewitt fino al 13 gennaio 2019.

Immagine in evidenza: Saturated: Il Fascino e la Scienza del Colore, vista dell’installazione al Cooper Hewitt. Foto: Matt Flynn © Smithsonian Institution

Di Phillip Barcio

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