
Fotografi Astratti da Seguire
La fotografia astratta è fiorita sin dall'invenzione delle macchine fotografiche digitali, specialmente da quando le macchine fotografiche si sono fuse con i nostri dispositivi mobili. I fotografi astratti lavorano in una forma che richiede sperimentazione. Ma ai tempi della camera oscura, quando servivano tempo, denaro e sostanze chimiche per sviluppare ogni singolo negativo, l'investimento richiesto dalla fotografia astratta era semplicemente troppo per la maggior parte degli artisti. E per coloro che si impegnavano a esplorare le possibilità della forma, l'apprezzamento pubblico per il loro lavoro era scarso. Ora invece la sperimentazione è relativamente economica. Chiunque abbia i mezzi per procurarsi anche il telefono cellulare più economico può scattare un numero illimitato di fotografie. E la cultura visiva è così sommersa dalla fotografia che anche gli spettatori d'arte occasionali hanno sviluppato una comprensione di base di cosa significhi l'astrazione fotografica. Oggi siamo tutti fotografi, e ciascuno di noi, anche se solo per caso, scatta occasionalmente fotografie astratte. La pressione quindi di sviluppare una definizione più alta e sfumata di cosa la fotografia astratta contemporanea possa diventare ricade sugli artisti; coloro il cui intelletto, cuore e risorse sono completamente dedicati a far progredire l'arte. Ecco dieci fotografi astratti contemporanei che riteniamo valga la pena seguire:
Jessica Eaton
Le fotografie astratte della fotografa canadese Jessica Eaton sembrano create tramite un processo digitale. Ma in realtà nascono da un lavoro artistico tradizionale. Eaton costruisce ciò che chiama “forme belle e discrete,” come cubi e sfere, e poi dipinge questi oggetti di grigio. Li fotografa quindi più volte sullo stesso negativo, ogni volta posizionando un nuovo filtro di separazione del colore davanti all’obiettivo. Le immagini risultanti mostrano uno spazio stratificato e tridimensionale pieno di forme astratte che si fondono. Il suo uso ripetuto di forme semplici è inteso a spostare l’attenzione sull’idea, ispirata da Sol LeWitt, che diceva: “la riproduzione della forma rafforza solo il concetto.”
Jessica Eaton - cfaal 260, 2012. © Jessica Eaton (sinistra) / Jessica Eaton - cfaal 115, 2011. © Jessica Eaton (destra)
Barbara Rosenthal
L’artista multimediale Barbara Rosenthal non usa la parola astratto per descrivere la sua fotografia. Piuttosto usa termini come concettuale e surreale. Le sue fotografie sono pensate per influenzare gli spettatori a livello psicologico. Considerate come arte in quanto arte, occupano un territorio estetico unico. Rosenthal spesso impiega effetti di chiaroscuro estremi, creando composizioni geometriche dove il nero circostante ha pari importanza rispetto a qualunque contenuto riconoscibile, sollevando interrogativi sul valore delle narrazioni percepibili. I suoi fotomontaggi esplorano anche idee formali di geometria, linea e spazio, mentre si confrontano con temi come memoria, cultura e mito.
Barbara Rosenthal - due fotografie concettuali. © Barbara Rosenthal
Eileen Quinlan
Eileen Quinlan, nata a Boston, realizza ciò che chiama fotografie astratte di nature morte. Costruisce paesaggi elaborati e tridimensionali nel suo studio, composti da vari materiali e superfici, poi li fotografa. Le composizioni risultanti esplorano texture, forma, spazio e relazioni cromatiche. Usa luce e materialità per ottenere immagini vibranti, ma non le migliora digitalmente, preferendo invece usare tecnologie analogiche come la manipolazione in camera oscura per completare le idee.
Eileen Quinlan - Great Basin, 2012. Stampa al gelatino d’argento. © Eileen Quinlan (sinistra) / Eileen Quinlan - Black Friday, 2011. Stampa cromogenica a colori. © Eileen Quinlan (destra)
Barbara Kasten
Il pensiero del primo Modernismo è fonte d’ispirazione per la fotografa astratta Barbara Kasten. Costruisce composizioni architettoniche nel suo studio, disponendo oggetti geometrici e specchi in modo che colore, linea, forma e spazio si uniscano in un linguaggio visivo che ricorda il Neoplasticismo o De Stijl. Attraverso la sua abile manipolazione di luce e ombra crea fotografie che sfidano la percezione visiva dello spazio bidimensionale e tridimensionale.
Barbara Kasten - Construct VI-B, 1981. Polaroid. © Barbara Kasten
Liz Deschenes
L’opera di Liz Deschenes pone domande essenziali su cosa possa essere una fotografia. Non realizza ciò che la maggior parte degli spettatori considererebbe tradizionalmente fotografie. Usa piuttosto un processo fotochimico, applicando i prodotti chimici a mano su una superficie e creando un’esposizione sulla superficie mentre i prodotti chimici reagiscono alle condizioni atmosferiche e alla luce ambientale. È interessata ai modi in cui la luce interagisce con le forme nello spazio architettonico e a come la luce possa influenzare e modificare la percezione del colore.
Vista dell’installazione di alcune opere di Liz Deschenes
Gottfried Jäger
Il fotografo tedesco Gottfried Jäger ha letteralmente scritto il libro sulla fotografia astratta, più volte. Nato nel 1937, Jäger ha influenzato diverse generazioni di artisti con i suoi libri, corsi, conferenze e il suo immenso corpus di opere. Fortemente influenzato dai concetti del Bauhaus, ha continuato a tracciare nuove strade nella fotografia sperimentale, cercando modi per scoprire ed espandere la sua rilevanza nella cultura contemporanea.
Gottfried Jager - Pinhole Structure 3814 C 25 (opera camera oscura), 1967. © Gottfried Jager
Walead Beshty
L’artista londinese Walead Beshty impiega molteplici vie estetiche, inclusa la fotografia, per esplorare il suo interesse nelle collaborazioni incidentali e accidentali che avvengono tra forze visibili e invisibili. Le sue fotografie astratte hanno assunto varie forme. Per una serie, ha nascosto pellicole non esposte nel suo bagaglio, lasciandole esposte ai raggi X durante i controlli di sicurezza, ottenendo foto monocromatiche simili a fantasmi. Per un’altra serie ha rivisitato le idee del pioniere della fotografia astratta Lázló Moholy-Nagy, che teorizzava la creazione di immagini astratte esponendo carta fotografica accartocciata alla luce.
Una trasparenza di Walead Beshty. © Walead Beshty (sinistra) e un esempio di uno dei suoi fotogrammi accartocciati. © Walead Beshty (destra)
Franco Fontana
Sin dagli anni Sessanta il fotografo italiano Franco Fontana trova e rivela le astrazioni invisibili che ci circondano nella vita ordinaria. Le sue vibranti fotografie astratte catturano composizioni precise di natura, architettura e vari altri aspetti del mondo fisico contemporaneo. Le sue fotografie di asfalto isolano aree notevoli della strada alterate da operai, dal tempo o dagli agenti atmosferici, trasformandole in studi di colore, linea e forma. I suoi paesaggi astratti colpiscono l’occhio con la loro brillantezza, illustrando l’astrazione eterea evidente nei momenti fugaci della natura.
Franco Fontana - Asfalto. © Franco Fontana
Rolf Aamot
L’artista norvegese Rolf Aamot si definisce compositore di immagini tonali. Ha sperimentato con pitture laser, fotografia digitale e processi fotografici chimici tradizionali. Nelle sue fotopitture digitali cerca di creare composizioni di colore effimere che creano spazio all’interno del campo visivo.
Rolf Aamot - Ritorno in India, 2002-2003. Fotopittura digitale. © Rolf Aamot
Silvio Wolf
L’artista italiano Silvio Wolf è interessato alla sperimentazione e all’espansione dei limiti del processo di creazione dell’immagine fotografica. Ha prodotto molti corpi di lavoro unici che esplorano diversi elementi della fotografia. È noto soprattutto per la sua serie Orizzonti. Per queste opere ha usato le estremità delle pellicole, che inevitabilmente si espongono quando un fotografo carica la pellicola nella macchina. Normalmente scartate durante il processo fotografico, ha trasformato questi frammenti in campi di colore astratti trascendenti che abitano un ambiente luminoso e magico tra colore traslucido e luce e totale oscurità.
Silvio Wolf - Orizzonte 14 – Giallo, 2002. © Silvio Wolf (sinistra) / Silvio Wolf - Orizzonte 13 – Rosso, 2002. © Silvio Wolf (destra)
Immagine in evidenza: Gottfried Jager - Gradazione (dettaglio), 1983, Trentadue stampe uniche al gelatino d’argento su Agfa Brovira 112. © Gottfried Jager
Tutte le immagini sono usate a scopo illustrativo
Di Phillip Barcio






