
Che cos'è l'astrazione gestuale nella pittura?
La frase astrazione gestuale si riferisce a un modo di fare arte. È un processo, non un movimento. In un dipinto astratto gestuale, l’importante non è ciò che viene dipinto. L’importante è come viene dipinto. Piuttosto che applicare il colore su una superficie in modo controllato e premeditato, i pittori gestuali applicano il colore in modo intuitivo, fisico, gocciolando, versando, spruzzando, strofinando, rovesciando, spruzzando o in qualunque altro modo. Il tipo di colore non conta, né conta cosa altro oltre al colore finisca sulla superficie. Ciò che conta sono la fisicità, l’onestà, l’intuizione e una profonda espressione personale. I pittori astratti gestuali esplorano le loro emozioni più profonde, le loro realtà primordiali, e esprimono quella parte di sé durante l’atto fisico della pittura. Il dipinto stesso è una reliquia dell’azione; è una registrazione dei gesti compiuti; è il residuo estetico di qualcosa di sincero, intuitivo, idiosincratico e libero.
Le radici dell’astrazione gestuale
La creatività è intrinsecamente ottimista. Per un artista impegnarsi a creare un’opera originale implica la fiducia nel valore del contributo individuale umano. L’astrazione gestuale emerse in un periodo in cui sia l’originalità sia l’ottimismo erano messi alla prova. Durante i primi decenni del XX secolo, una serie di rivoluzioni, depressioni, carestie e guerre portarono il mondo sull’orlo del collasso sociale. A metà degli anni Quaranta, molte nazioni possedevano armi abbastanza potenti da porre fine alla civiltà umana. Di fronte alla prospettiva che la vita non fosse sacra, una crisi esistenziale colpì la cultura collettiva.
Contemporaneamente, diversi decenni di intensa sperimentazione nelle arti avevano reso difficile l’originalità. Ma diversi artisti scoprirono che la soluzione a entrambe le sfide era la stessa: volgere lo sguardo verso l’interno, verso il loro subconscio. Lì potevano connettersi con la loro angoscia esistenziale in modo unico e personale, e quindi originale. Per trasmettere quella verità interiore, svilupparono tecniche che permettevano loro di dipingere senza ostacoli, per non interferire con i loro istinti. Abbandonarono il soggetto. Il loro soggetto era l’atto stesso della pittura. Come disse il critico d’arte Harold Rosenberg: “A un certo punto la tela cominciò a apparire a un pittore americano dopo l’altro come un’arena in cui agire — piuttosto che come uno spazio in cui riprodurre, ridisegnare, analizzare o esprimere un oggetto, reale o immaginato. Ciò che doveva andare sulla tela non era un quadro ma un evento.”
Willem de Kooning - Woman I, 1950–2. Olio e colore metallico su tela. 6' 3 7/8" x 58" (192,7 x 147,3 cm). Collezione MoMA. © 2019 The Willem de Kooning Foundation / Artists Rights Society (ARS), New York (a sinistra) e Willem de Kooning - Willem Woman, 1949. Smalto e olio su tela. 152,4 x 121,6 cm. Collezione privata. © 2019 The Willem de Kooning Foundation / Artists Rights Society (ARS), New York (a destra)
I pionieri dell’astrazione gestuale
Jackson Pollock è il pittore astratto gestuale più famoso. Nel 1936, Pollock partecipò a un laboratorio guidato dal celebre muralista messicano David Alfaro Siqueiros a New York. Siqueiros incoraggiava i giovani artisti a usare mezzi insoliti e nuove tecniche, come gettare e gocciolare il colore, per esprimere l’epoca moderna. Pollock sviluppò quel consiglio nel decennio successivo. Esplorò il disegno automatico e sviluppò tecniche gestuali per applicare il colore senza toccare la superficie della tela. Riuscì a raggiungere uno stato controllato di collaborazione tra le sue emozioni interiori, i suoi gesti, il suo mezzo e la sua superficie, creando l’estetica iconica ora associata all’astrazione gestuale.
Altri pittori gestuali come Willem de Kooning, Lee Krasner e Franz Kline continuarono a usare strumenti tradizionali come i pennelli e mantennero il contatto fisico con la tela, pur incorporando gesti drammatici, intuitivi e fisici nelle loro opere. Questi artisti svilupparono linguaggi visivi personali basati sulla crudezza e l’immediatezza dei loro segni. Attraverso le loro pennellate gestuali trasmisero il dramma dei loro stati emotivi e l’intensità dei loro movimenti fisici.
Jackson Pollock - Numero 32, 1950. Smalto su tela. 457,5 x 269 cm. Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf, Germania. © The Pollock-Krasner Foundation
La pittura gestuale contemporanea
Oggi molti pittori continuano a sviluppare la tradizione della pittura gestuale. Joanne Freeman utilizza tecniche gestuali per creare le sue astrazioni riduttive e a bordo netto, portando la fisicità diretta del suo processo in primo piano nel suo linguaggio visivo. Margaret Neill richiama la astrazione lirica nei suoi dipinti gestuali. Il suo processo consiste nel tracciare segni intuitivi con vari mezzi come grafite, matita colorata e colore, ottenendo composizioni stratificate e dimensionali di linee gestuali e ondulate. Francine Tint è una guida tra i pittori gestuali contemporanei dell’Espressionismo Astratto. Ha continuamente spinto avanti l’astrazione gestuale durante la sua carriera, aggiornandola per questa generazione.
Indipendentemente dalle mode, questi e molti altri artisti esplorano l’astrazione gestuale perché è un modo sincero, onesto ed evocativo di esprimersi. Comprendono che, sebbene le tecniche associate a questo processo artistico possano andare e venire di moda, il suo fascino estetico rimarrà sempre forte, grazie alla profondità emotiva e alla forza che comunica sia agli artisti sia agli spettatori.
Francine Tint - Musa Maschile, 2016. Acrilico su tela. © Francine Tint
Immagine in evidenza: Lee Krasner - Creature Notturne, 1965. Acrilico su carta. 30 x 42 1/2 in. (76,2 x 108 cm). Dono di Robert e Sarah W. Miller, in onore di Lee Krasner, 1995. 1995.595. Collezione del Metropolitan Museum of Art. © 2019 Artists Rights Society (ARS), New York
Tutte le immagini sono usate a scopo illustrativo
Di Phillip Bracio






