
Cos'è il disegno?
Dalla matita all’inchiostro, dal carboncino al pastello, i disegni rappresentano una parte importante della nostra offerta su IdeelArt. Ma, che cos’è davvero il disegno? Sebbene spesso associati a movimenti artistici figurativi, i disegni sono comunque uno strumento fondamentale per artisti e creativi in una vasta gamma di discipline, sia come mezzo per esplorare e sviluppare nuove idee, sia come opere finite in sé. Da lungo tempo al centro delle arti visive, e considerato da molti come la forma più primordiale e diretta di espressione visiva, il disegno è spesso ritenuto un’arte semplice, o addirittura semplicistica. Tuttavia, quando si tratta di definire cosa costituisce un disegno, le cose non sono così semplici come potrebbero sembrare.
Che cos’è il disegno? Esiste una definizione precisa?
Su IdeelArt definiamo un disegno in base ai materiali usati per crearlo. Le opere realizzate con matita, penna, grafite, carboncino, pastello a gesso e pastello a olio o altri materiali secchi sono tutte classificate come disegni, indipendentemente dalla tecnica usata per applicare il materiale o dal supporto su cui è applicato. Nel corso degli anni, tuttavia, artisti, appassionati d’arte e critici hanno adottato una vasta gamma di definizioni per questo mezzo mutevole.
Michelangelo dichiarò una volta famosamente: “chiunque abbia raggiunto tanto da avere il potere di disegnare sappia che possiede un grande tesoro.” Infatti, nell’Italia rinascimentale, patria di alcuni dei più grandi disegnatori e disegni della storia, questa pratica era molto apprezzata non solo come mezzo per pianificare opere più sostanziali, ma anche come attività degna di valore in sé. Il termine “disegno” veniva usato per indicare sia opere caratterizzate dall’assenza di colore, sia la formazione di linee, e schizzi che rappresentavano l’inizio di un’idea o di un’opera, catturando così alcune delle importanti proprietà fisiche e funzionali del mezzo.

Jaanika Peerna - Storm Series (Ref 844), 2009. Matita pigmentata su Mylar. 45,8 x 45,8 cm.
L’evoluzione del termine “Disegno”
Tuttavia, sebbene il concetto di disegno possa evocare immagini in bianco e nero o toni seppia, dal Rinascimento il termine “disegno” ha iniziato a comprendere una gamma più ampia di stili e tecniche artistiche, inclusi quelli che fanno uso del colore. Con l’avvento dei pastelli a olio e delle matite colorate, il colore è entrato nei disegni di alcuni degli artisti più importanti della storia, per esempio il pittore francese Edgar Degas, che usava comunemente pastelli colorati nei suoi numerosi studi preparatori, opere che, sebbene a volte pittoriche nell’aspetto, sono chiaramente riconoscibili come disegni per la loro natura distintamente lineare.
A parte la questione del materiale, l’uso della linea è uno dei criteri più convincenti per classificare le opere come disegni. Opere così diverse come il Line Drawing di Françoise Gilot di Picasso e l’Uomo Vitruviano di Da Vinci sono unite dal loro uso distintivo della linea piuttosto che da blocchi o aree di colore o ombra, e infatti studiosi e artisti hanno spesso definito i disegni in base al loro uso della linea. Il puntinismo fornisce però diverse eccezioni notevoli a questa regola, con opere intuitivamente classificate come disegni, ma costituite esclusivamente da una raccolta di punti.

Tilman - Senza titolo (131.13), 2013. Pastello su pergamena. 35,5 x 28 cm.
Il significato del disegno
Nel corso della storia, il disegno ha occupato un ruolo centrale nelle prime fasi del processo artistico, l’immediatezza del mezzo concedendo agli artisti la possibilità di fissare idee e motivi sulla carta e di registrare il mondo intorno a loro prima di passare al pennello sulla tela. Alcuni di questi “cartoni” sono diventati famosi a sé stanti, per esempio un disegno preliminare per il ritratto di Enrico VIII di Hans Holbein, attualmente esposto alla National Portrait Gallery di Londra, che ha superato la durata del dipinto originale, distrutto da un incendio nel 1698.
Eppure, sebbene tali opere figurative siano più comunemente associate al mezzo, non dobbiamo trascurare l’importanza del disegno astratto nella storia dell’arte. I disegni hanno aperto la strada all’astrazione per artisti come Picasso, i cui famosi studi sul toro, che passano da una rappresentazione visiva realistica dell’animale a una composizione potente e astratta di linee attraverso una serie di passaggi graduali, rappresentano una tappa importante nello sviluppo dell’arte astratta. Infatti, il disegno ha avuto un ruolo di rilievo nel lavoro di molti dei più celebri artisti astratti della storia, tra cui figure come Richard Serra e Anish Kapoor.

Audrey Stone - Dawn (senza cornice), 2016. Grafite e filo su carta. 30,48 x 22,86 cm.
Qualunque sia la definizione che scegliamo per il disegno, non c’è dubbio che questo mezzo ci abbia donato alcune delle opere più importanti e innovazioni rivoluzionarie nel corso della storia dell’arte. Sebbene spesso oscurato dalla pittura o dalla scultura in termini di prestigio, prezzi di vendita e rappresentanza nelle istituzioni, come osserva l’artista contemporaneo britannico Grayson Perry, “finché non potremo inserire una chiavetta USB nell’orecchio e scaricare i nostri pensieri, il disegno rimane il modo migliore per trasferire informazioni visive sulla pagina.”
Immagine in evidenza: Margaret Neill - Manifest 1, 2015. Carboncino e acqua su carta. 73,6 x 106,6 cm.






