
Una Bella Relazione tra Calligrafia e Astrazione
Calligrafia è il luogo dove simbolo e gesto si incontrano. Nel suo nucleo, la calligrafia è scrittura. Utilizza gli strumenti tradizionali dello scrittore: penna e inchiostro, o pennello e colore. Ma l’obiettivo della scrittura è comunicare significati predeterminati attraverso forme standard del linguaggio. Il calligrafo non si limita a scrivere parole per comunicare un pensiero fisso. Il calligrafo usa la penna o il pennello come un’estensione dell’intero corpo, e dell’intero spirito. Il segno calligrafico dovrebbe trasmettere qualcosa di metafisico oltre che fisico. Lo spirito dovrebbe informare il corpo, che dovrebbe muoversi in un gesto unificato, trasferendo l’energia sia del corpo che dello spirito nel braccio, nella mano, nella penna e infine nel segno. La calligrafia esiste da migliaia di anni, manifestandosi indipendentemente in molteplici culture in tutto il mondo. In alcune culture si attribuisce alla calligrafia un rispetto così devoto da stabilire un collegamento diretto tra la scrittura calligrafica e il potere del divino. Con la sua tradizione di trasmettere significati oltre l’oggettivo, nel regno dell’ignoto, non sorprende che la calligrafia abbia attratto così tanti artisti astratti, specialmente quelli interessati al potere comunicativo del gesto e della linea.
Antico Significato e Gesto
Un modo semplice per pensare alla calligrafia è che essa sia una forma di scrittura altamente decorativa. Molti calligrafi infatti si specializzano in particolari stili di carattere elaborati che evocano la scrittura inglese antica, la scrittura latina antica, la scrittura araba o la scrittura dell’Asia orientale. Ma lo spirito dietro i gesti calligrafici non è semplicemente copiare qualche tipo di carattere o font esistente. Quello sarebbe il regno della tipografia, scrivere lettere che possono essere decorative ma facilmente leggibili. La calligrafia riguarda più i gesti individuali, e il significato che può essere espresso nella scrittura oltre ciò che è insito nei simboli stessi.
Calligrafia latina del IV secolo da una copia dell’Eneide di Virgilio, foto cortesia Biblioteca Vaticana
Fino a che punto una tradizione calligrafica tenta di esprimere l’ignoto dipende dalla cultura da cui ha avuto origine. La calligrafia latina antica è più simile a una scrittura tradizionale che a una forma espressiva d’arte. Ma ogni lettera nella calligrafia latina contiene comunque un serif, o una piccola linea espressiva attaccata alle estremità dei simboli. Il serif è creato da un gesto fisico rapido, sollevando la punta della penna dalla pagina. Nel serif si può trovare la sottile ma importante espressione personale del calligrafo. Confronta questa sottigliezza con il tocco espressivo della calligrafia araba. La forma più drammatica delle cinque distinte forme della calligrafia araba è il Thuluth, un nome che si traduce approssimativamente in “terzi,” riferendosi alle proporzioni dei simboli scritti. Il più grande artista associato al Thuluth fu Mustafa Râkim (1757–1826), le cui creazioni calligrafiche raggiunsero ciò che è considerato l’ideale proporzionale, mostrando grande precisione pur esprimendo la massima energia.
Esempio dello stile Thuluth della calligrafia araba di Mustafa Rakim
Astrazione Gestuale
Basandosi sulle sue antiche tradizioni, è naturale che la tradizione calligrafica abbia rilevanza per gli artisti astratti. Dall’inizio dell’astrazione, almeno nella tradizione occidentale, si sono manifestate ripetutamente due tendenze complementari ma distinte nel lavoro di molti artisti astratti. Una tendenza è verso il preciso: astrazione geometrica, griglie, schemi matematici e così via. L’altra tendenza è verso il libero: segni impulsivi, gesti intuitivi, scrittura subconscia, forme biomorfiche, ecc. La calligrafia abita uno spazio che incorpora entrambi. È basata su un sistema, eppure invita all’intuizione, all’impulsività e all’intervento subconscio.
Molti dei dipinti astratti di Wassily Kandinsky sono, in un certo senso, la perfetta espressione dello spirito calligrafico. A volte sono chiamati astrazione geometrica, per la loro inclusione di forme e figure geometriche universali. Sono anche talvolta definiti astrazione lirica e astrazione gestuale grazie all’uso di linee spontanee, libere e biomorfiche. Molte delle loro curve e segni corrispondono a quelli visti nella calligrafia antica, specialmente dalle tradizioni dell’Asia orientale e araba. I loro elementi geometrici esprimono stabilità e controllo, mentre gli elementi gestuali e lirici esprimono l’energia dell’ignoto e il dinamismo dello spirito umano.
Wassily Kandinsky - Linea Trasversale, 1923, Olio su tela, 140,0 × 200,0 cm © Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Germania
Calligrafia e gli Espressionisti Astratti
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’idea di formare un legame più profondo con il sé interiore era di grande importanza per molti artisti. In particolare, gli artisti associati all’Espressionismo Astratto erano interessati a indagare qualsiasi tipo di filosofia o tradizione che potesse permettere loro di esprimersi in modo più profondo, più intuitivo, più sincero. Le tradizioni della calligrafia hanno influenzato gran parte del lavoro di questi artisti, poiché fornivano un quadro per unire fisicità, emozione, spirito e mente antica nell’espressione del segno fisico.
Franz Kline si distinse come il pittore espressionista astratto più direttamente ispirato dalla calligrafia. È noto per aver realizzato innumerevoli schizzi dei suoi soggetti con inchiostro nero su pagine di elenchi telefonici. Gli schizzi erano fatti rapidamente con inchiostro, e somigliavano in molti modi ai kanji della calligrafia dell’Asia orientale. Secondo la leggenda, il suo amico, il pittore Willem de Kooning ingrandì uno dei suoi piccoli disegni con un proiettore. Quando Kline vide la potenza dei segni ingranditi comprese l’energia intrinseca e il potenziale comunicativo del segno calligrafico. I suoi segni non dovevano più riferirsi a un soggetto; potevano diventare forze emotive in sé. Da quel momento Kline lavorò su grandi dimensioni, creando grandi quadri di segni che sembrano fatti rapidamente, ma che in realtà erano il risultato di un lungo e deliberato processo. La sua capacità di trasmettere l’energia di un segno calligrafico attraverso un processo laborioso rimane una delle realizzazioni più sorprendenti della sua carriera.
Franz Kline - Mahoning, 1956, Olio e carta su tela, 204,2 × 255,3 cm, Cortesia Whitney Museum of Art © Franz Kline, Artists Rights Society (ARS), New York
Scrittura Mitica
Molti altri artisti astratti hanno trovato, e continuano a trovare, modi innovativi per scomporre le tecniche calligrafiche elementari al fine di creare nuove forme di scrittura mitica. Usando gesto, linea, energia e schemi creano nuovi linguaggi visivi capaci di evocare e trasmettere una gamma di stati emotivi. Ecco alcuni dei nostri preferiti:
Cy Twombly - Senza titolo I (Bacco), 2005, Acrilico su tela, © Cy Twombly
Cy Twombly
Il pittore americano Cy Twombly usò la tradizione della calligrafia per decostruire il potenziale di creazione d’immagini della scrittura. I suoi dipinti usavano la linea scritta per creare immagini comunicative che a volte sembrano in parte scarabocchi e in parte kanji, ma che sono tutte gesto ed emozione. All’inizio della sua esplorazione di questa tecnica si concentrò maggiormente sulla natura simbolica dei suoi segni, creando composizioni strutturate. Man mano che divenne più libero e sperimentale permise all’impulso calligrafico di manifestarsi in uno stile corsivo più astratto, ciò che è diventato noto come il suo iconico “scarabocchio.”
Cy Twombly - Senza titolo, 1951, Acrilico su tela, © Cy Twombly
Brice Marden
Già famoso a metà degli anni ’70 come pittore di monocromi, Brice Marden reinventò la sua estetica dopo aver conosciuto la scrittura calligrafica cinese su rotoli di poesie. In una serie chiamata Dipinti della Montagna Fredda, Marden creò colonne calligrafiche intuitive di simboli astratti. Un monaco cinese di nome Hanshan e le sue poesie della Montagna Fredda del IX secolo ispirarono l’approccio estetico. I dipinti, come le poesie, sono espressioni di libertà, istinto, un legame con la natura e la bellezza di sistemi armoniosi.
Melissa Meyer
La terza generazione di Espressionisti Astratti Melissa Meyer incorpora lo spirito e l’estetica della calligrafia nelle sue composizioni, che manifestano le forze complementari di struttura e istinto attraverso strati di glifi astratti. Ogni segno e gesto costruisce ciò che potrebbe essere letto come simboli, forme e schemi. Ma l’energia e il movimento nell’opera vengono in primo piano. Una lettura dei suoi segni gestuali richiede infine una traduzione emotiva, che conduce a una sensazione di forza dinamica e equilibrio.
Melissa Meyer - Regale, 2005, Olio su tela, © Melissa Meyer
Margaret Neill
Gli elementi di curva e linea, che formano la base di tutta l’arte calligrafica, formano anche la base del lavoro dell’artista americana Margaret Neill. I suoi dipinti isolano l’elemento più espressivo del segno calligrafico, il gesto lirico, e lo incorporano nella creazione di composizioni stratificate di linee nello spazio. La profondità delle sue composizioni gestuali confonde le letture oggettive, sfidando la natura della scrittura ma abbracciando il potenziale dinamico ed energetico che incarna l’essenza dell’antica tradizione della calligrafia.
Margaret Neill - Manifest 1, 2015, Carbone e acqua su carta
Immagine in evidenza: Melissa Meyer - Ambassade (dettaglio), 2007, Acquerello su carta pressata a caldo, © Melissa Meyer
Tutte le immagini sono usate a scopo illustrativo
Di Phillip Barcio






