
Riflessioni nell'Acqua - Barbara Vaughn Fotografia
Un criterio per valutare il successo di una fotografia astratta è quanto facilmente essa permetta agli spettatori di andare oltre le evidenze dell’oggettività e di aprirsi a connessioni con l’ignoto. Secondo questo criterio, le fotografie astratte d’acqua di Barbara Vaughn riescono quasi sempre. Vaughn iniziò la sua carriera come fotografa di ritratti nei primi anni ’90, immortalando personalità influenti come Martha Stewart, Tory Burch, Bryan Hunt e Roy Lichtenstein. Ma lungo il percorso iniziò a sentirsi attratta dall’astrazione. Creò una serie di nudi, in cui esplorava la simbiosi tra la forma umana e gli attributi biomorfici della natura. In queste immagini i motivi e le forme intrinsecamente astratti dell’ambiente naturale sono predominanti. Tuttavia le immagini restano figurative: vincolate in qualche modo dai limiti del loro soggetto. Poi, nel 2000, durante una vacanza sugli sci in Idaho, Vaughn incontrò un uomo di nome Telly Hoimes mentre aspettava di noleggiare un’auto. I due andarono subito d’accordo e in seguito si sposarono. Hoimes proveniva da una famiglia di greco-americani. In una visita con lui nella sua terra d’origine, Vaughn notò per la prima volta i fugaci riflessi astratti di luce e forme che giocano sulla superficie dell’acqua. Da allora ha cercato di congelare quei momenti effimeri con la sua macchina fotografica. Il risultato è stato straordinario. Sebbene le sue fotografie astratte d’acqua possano talvolta essere lette semplicemente come bellissimi riflessi sull’acqua, molto spesso trascendono la loro fonte figurativa, sublimandola e offrendoci uno scorcio di qualcosa di universale.
Astrazione Concreta
Il linguaggio delle forme evidente in molte delle fotografie astratte d’acqua scattate da Barbara Vaughn è stato paragonato a quello delle opere di alcuni dei più famosi artisti astratti del passato. È stato accostato ai dipinti di Jackson Pollock, Pablo Picasso e Clyfford Still, e alle sculture di Alexander Calder. Nella sua serie Apokopes il riferimento a Calder è particolarmente evidente, poiché cerchi, forme reniformi e ovoidi si dispongono con linee giocose in una composizione perfettamente armoniosa. Mentre Calder formulava le sue composizioni nello spazio fisico usando fili di metallo, queste composizioni sono state formate dal vento e dalle onde e catturate in una frazione di secondo dall’obiettivo.
Barbara Vaughn - Apokopes 1, 2014, stampa pigmentaria archivistica (a sinistra) e Apokopes 2, 2014, stampa pigmentaria archivistica (a destra). © Barbara Vaughn
I legami tra Vaughn e Jackson Pollock si comprendono più facilmente osservando alcune immagini della sua serie Donisi. Sebbene ovviamente come stampe fotografiche queste immagini non abbiano la consistenza materica di un action painting di Jackson Pollock, le linee, gli strati, le combinazioni di colori e le armonie compositive richiamano immediatamente i ritmi sensuali e fluidi che Pollock spesso trasmetteva in tali opere. Richiamano alla mente la famosa risposta che Pollock avrebbe dato quando Lee Krasner portò Hans Hofmann nel suo studio per vedere il suo lavoro. Hofmann chiese a Pollock: “Lavori dalla natura?” Al che Pollock rispose: “Io sono la natura.”
Barbara Vaughn - Donisi, 2014, stampa pigmentaria archivistica (a sinistra) e Donisi 2, 2016, stampa pigmentaria archivistica (a destra). © Barbara Vaughn
Spettri dell’Astrazione Passata
Potremmo forse continuare per tutto il giorno a tracciare altri paragoni tra le fotografie di Barbara Vaughn e le opere di altri famosi artisti astratti del XX secolo. Per esempio, possiamo vedere la tavolozza cromatica di un paesaggio astratto di Willem de Kooning nella fotografia Vicinato, del 2012. L’illusione di texture evidente in alcune linee richiama persino la tecnica usata da De Kooning, che raschiava e graffiava le sue superfici. E in questa stessa fotografia possiamo anche vedere i campi di colore frastagliati di Clyfford Still. Sebbene l’orientamento della foto sia orizzontale anziché i verticali iconici associati a Still, il potere emotivo delle relazioni cromatiche rimane.
Barbara Vaughn - Vicinato, 2012, stampa pigmentaria archivistica. © Barbara Vaughn
In fotografie come Varka (2012) e Symadoura (2011), è molto facile vedere echi delle macchie aggraziate e fluide che Helen Frankenthaler creava con la sua tecnica di macchiatura per assorbimento. Ciò che Frankenthaler realizzò brillantemente versando vernice acrilica diluita direttamente su tela non preparata, Vaughn lo ha ottenuto aspettando pazientemente con la sua macchina fotografica, mentre le stesse forze naturali che collaborarono con Frankenthaler per trasformare la superficie dei suoi dipinti operavano la loro magia in momenti fugaci sulla superficie di un corpo d’acqua.
Barbara Vaughn - Varka, 2012, stampa pigmentaria archivistica (a sinistra) e Symadoura, 2011, stampa pigmentaria archivistica (a destra). © Barbara Vaughn
Oltre i Confronti
Tuttavia, per quanto facilmente vengano in mente, è un istinto che dovremmo resistere quello di cercare confronti tra le fotografie astratte d’acqua di Barbara Vaughn e le opere di altri artisti. Qual è la differenza tra cercare riferimenti ad altra arte astratta in un’immagine astratta e cercare in essa soggetti figurativi? Ormai dovrebbe essere chiaro che sì, i fenomeni oggettivi nell’ambiente naturale e costruito che abitiamo spesso producono immagini che si correlano in modi non così sottili a fenomeni estetici creati da artisti astratti.
Ma Barbara Vaughn fa più che semplicemente scattare fotografie figurative di immagini astratte. Osservando instancabilmente come le immagini davanti ai suoi occhi si trasformano nel corso delle mutevoli circostanze della giornata, collabora con forze che non può controllare. Fa scelte su dove aspettare, dove puntare il suo obiettivo e quando scattare la foto, accettando al contempo l’inevitabilità del caso e dell’ignoto. Così facendo, non esprime solo la sua posizione estetica personale; permette che le universalità sottostanti che informano tutti i fenomeni estetici si esprimano.
Barbara Vaughn - Synthesi, 2015, stampa pigmentaria archivistica. © Barbara Vaughn
Immagine in evidenza: Barbara Vaughn - Portokali (dettaglio), 2012, stampa pigmentaria archivistica. © Barbara Vaughn
Tutte le immagini sono usate a scopo illustrativo
Di Phillip Barcio






