
La bellezza trovata nei ritratti cubisti
Nel 1878 Margaret Wolfe Hamilton, nel suo romanzo Molly Bawn, coniò uno dei sentimenti più amati dall’umanità: “La bellezza è negli occhi di chi guarda.” Tre anni dopo nacque Picasso. Sebbene Hamilton morì di tifo un decennio prima che ne venisse dipinto uno, le sue parole sembrano fatte su misura per i ritratti cubisti. Sebbene molti che li videro per la prima volta ne rimasero scioccati e li trovarono persino orribili deformazioni, per molti altri i ritratti cubisti erano la perfetta manifestazione di qualcosa di trasformativo, qualcosa di bello e qualcosa di nuovo.
Primi ritratti cubisti
Per Pablo Picasso, il ritratto fu un soggetto prediletto per tutta la sua carriera. Quando lui e Georges Braque erano nelle fasi iniziali dello sviluppo del cubismo, si concentrarono sul paesaggio, la natura morta e il ritratto come soggetti chiave. Braque parlava della loro ricerca di rappresentare lo spazio. C’era qualcosa nel volto umano che si prestava perfettamente a tale ricerca? O forse i tratti umani si prestavano particolarmente bene alla dissezione lungo molteplici piani lineari, o alla rappresentazione di molteplici punti di vista.

Georges Braque Testa di donna, 1909, Olio su tela, 33 x 41 cm, Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, Francia
Georges Braque – Testa di donna
Uno dei primi ritratti cubisti fu Testa di donna, dipinto da Georges Braque nel 1909. Questo soggetto e titolo esatto furono ripresi numerose volte sia da Braque che da Picasso, manifestandosi in dipinti, collage e persino sculture. Nell’esplorazione iniziale di Braque del soggetto, vediamo gli elementi essenziali del pensiero cubista esplorati in modo semplice ed elegante. Gli occhi visti dall’alto sono malinconici, mentre il volto tenuto alto mostra fermezza e forza tranquilla. La serietà emerge nell’ombra delle sopracciglia mentre la luce soffusa e azzurra della luna sul lato destro delle labbra rivela una gentilezza sensuale.
Con Testa di donna, Braque non solo riesce a catturare molteplici punti di vista e a creare un senso di tempo e spazio, ma usa ciascuno dei diversi punti di osservazione per esplorare elementi simultanei del carattere del soggetto. Come uno dei primi ritratti cubisti, quest’opera si distingue anche per la sua ricca tavolozza di colori. Col passare del tempo la tavolozza cubista divenne più monotona, ma qui in questa immagine abbiamo ricchi blu, rossi, gialli e marroni che abitano la stessa immagine, aggiungendo una ricchezza e un calore diretti all’opera.
Dello stesso anno abbiamo questo ritratto di Picasso, anch’esso intitolato Testa di donna. L’atmosfera generale dell’opera, unita alle labbra serrate e ad alcuni elementi dell’illuminazione, suggerisce che potrebbe essere la stessa donna, dalla stessa seduta. Ma le scelte di Picasso su quali piani spaziali scurire e quali schiarire, e quali caratteristiche mettere in evidenza, cambiano drasticamente l’atteggiamento del soggetto. Negli occhi, tristezza. Visti dal basso, le spalle sembrano incurvate, disperate. Visti da molteplici angolazioni simultanee, il volto è contorto nello smarrimento.
Come nella Testa di donna di Braque dello stesso anno, quest’opera di Picasso contiene una tavolozza di colori relativamente vivida, che incorpora gialli, verdi, arancioni e blu. La bellezza di quest’opera sta nella sua oscurità e nelle sue qualità cupe e atmosferiche. Picasso usa la simultaneità non per mostrare una gamma di emozioni o una molteplicità di tratti caratteriali, ma per mostrare una relativa uniformità, una tristezza cumulativa evidente da ogni angolo.

Pablo Picasso - Ritratto di Wilhelm Uhde, 1910, Olio su tela, 81 x 60 cm, Collezione Joseph Pulitzer
I primi ritratti di Picasso
Nel 1910 Picasso dipinse questo ritratto di uno dei suoi primi collezionisti, il mercante d’arte Wilhelm Uhde. Quando Picasso dipinse questo ritratto, Uhde possedeva già un numero significativo delle sue opere, inclusi almeno tre ritratti cubisti (Busto di donna, Nudo seduto e Ragazza con mandolino). Nel suo ritratto di Uhde, come nel suo precedente Testa di donna, Picasso usa la simultaneità per trasmettere un senso cumulativo di una singola emozione nel soggetto. Qualunque punto di vista scelga sembra sommarsi a una cosa sola: la serietà.
Questo ritratto dimostra la tavolozza ridotta che rapidamente prese il sopravvento nell’opera cubista in quegli anni. La tavolozza semplificata concentra tutta la nostra attenzione sul soggetto e permette anche di apprezzare più pienamente un altro elemento essenziale del cubismo: l’uso della linea. In questo ritratto vediamo come ogni linea risponda a ogni altra linea, tirandosi a vicenda verso l’interno, verso il vortice emotivo del volto contratto di Uhde. La piattezza bidimensionale crea un sottile senso di movimento in avanti mentre le linee creano contemporaneamente un effetto comico che fa sembrare il soggetto come se si stesse chiudendo su se stesso.

Pablo Picasso Testa di donna, 1909, Olio su tela, 60,3 x 51,1 cm, Museum of Modern Art, New York
Jean Metzinger e Juan Gris
Jean Metzinger era un pittore divisionista che passò al cubismo nelle prime fasi dello sviluppo dello stile. Scrittore appassionato, divenne uno dei principali teorici del cubismo, paragonando il suo approccio alla rappresentazione dello spazio alle teorie della matematica non euclidea. In questo ritratto del 1911, Metzinger raggiunge un senso unico di dimensionalità. Con la collocazione selettiva di tocchi di colore e l’uso di un numero limitato di prospettive, riesce in qualche modo a rappresentare lo spazio a due, tre e quattro dimensioni. L’opera sembra piatta, eppure il soggetto sembra emergere dalla superficie e allo stesso tempo sembra in movimento, muoversi nello spazio, girarsi.
Amico di Picasso e Braque dal 1906, Juan Gris portò le teorie cubiste in una direzione estetica unica talvolta definita cristallina. In questo ritratto che Gris dipinse di Picasso, i vari punti di vista hanno una natura uniforme, come se fossero tratti da diversi riflessi sulla superficie di un diamante. La sua tavolozza limitata, anziché smorzare l’immagine, conferisce una sensazione di luminosità. E sebbene la piattezza sia fondamentale in quest’opera, la sua scelta di dove concentrare i blu aggiunge un effetto artificiale che indica che Picasso è in primo piano, il che ha senso per questo evidente omaggio.

Jean Metzinger - Ritratto di Madame Metzinger, 1911, Matita e inchiostro su carta, 22,6 x 15,7 cm, © Artists Rights Society (ARS), New York / ADAGP, Parigi
La bellezza e il cubista
È facile immaginare come un mondo abituato a un certo tipo di bellezza estetica possa aver rifiutato l’idea che questi primi ritratti cubisti fossero belli. Ma con il senno di poi possiamo vedere i modi profondi in cui queste opere hanno aiutato a spostare lo sguardo della cultura dal cercare la bellezza solo nel soggetto. In queste opere troviamo bellezza nella linea, nell’ombreggiatura, nelle forme e nella dimensionalità. Scopriamo connessioni emotive con gli elementi della pittura, non solo con il soggetto. Oltre alla bellezza intrinseca di queste opere, c’è anche qualcosa di bello in questo.
Immagine in evidenza: Juan Gris - Ritratto di Picasso, 1912, Olio su tela, 93,3 x 74,4 cm, Art Institute of Chicago, Chicago, IL
Tutte le immagini sono usate a scopo illustrativo
Di Phillip Barcio






