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Articolo: Una Breve Storia della Gouache nell'Arte Astratta

A Brief History of Gouache in Abstract Art - Ideelart

Una Breve Storia della Gouache nell'Arte Astratta

La pittura può parlare? Nel 1964, il filosofo canadese Herbert Marshall McLuhan coniò la celebre frase: «Il medium è il messaggio». Se McLuhan aveva ragione, significa che tutto ciò che viene comunicato attraverso un dipinto è espresso principalmente dalla pittura. Ci si chiede allora: in quanto uno dei medium più antichi della pittura, che cosa deve dire la gouache (pronunciata “guash”)? Le sue radici ancestrali, che affondano in medium come la tempera all’uovo, possono essere ricondotte almeno all’antica Grecia. Possiede qualità materiche uniche, che la rendono diversa da qualsiasi altro tipo di pittura. È uno dei medium più facili da usare, ma molti pittori la considerano anche il più complicato da padroneggiare. Apprezzata perché idrosolubile come l’acquerello, la sua qualità più essenziale è l’opacità, simile a quella dei colori a olio. Qual è dunque, esattamente, il messaggio della gouache? Non è chiaro.

Come si realizza la pittura

La ricetta di base della pittura è semplice. Ma non potrebbe essere altrimenti, no? I dipinti più antichi del mondo, attualmente ritenuti quelli sulle pareti della Cueva de El Castillo in Cantabria, Spagna, risalgono a più di 40.000 anni fa. Basti dire che, qualunque cosa facessero i nostri antenati cavernicoli, era qualcosa di rudimentale. La pittura non fa eccezione. È essenzialmente composta da due ingredienti: un pigmento e un legante. Un pigmento è una sostanza che interagisce con la luce, dando origine all’aspetto del colore. Un legante è un liquido che mantiene il pigmento in sospensione, permettendogli di essere steso su una superficie, alla quale può aderire e poi asciugarsi.

Il metodo più semplice per realizzare la pittura consiste nel combinare un pigmento naturale con un legante naturale. Per esempio, se mescoli terra e linfa d’albero, ottieni della pittura; e, a proposito, la pittura a base di terra e linfa potrebbe durare più a lungo di quanto immagini. Le pitture rupestri preistoriche, risalenti a 10.000 anni fa, nella Cueva de las Manos in Argentina, furono probabilmente realizzate con qualcosa di simile. Contengono almeno quattro colori: rosso, nero, giallo e bianco. Il rosso proveniva molto probabilmente da una combinazione di ossido di ferro e argilla. Il nero era probabilmente carbone ottenuto da legno bruciato. Il giallo proveniva da un minerale chiamato goethite. Il bianco era probabilmente carbonato di calcio, noto anche come gesso. Il legante poteva essere quasi qualsiasi cosa: miele, aloe o persino sangue.

 

storia dell’arte a gouache

Henri de Toulouse-Lautrec - Danzatrice che si sistema le calze, 1890, gouache su tavola

 

Una via di mezzo

Dalla preistoria, la produzione della pittura è diventata più complessa. Ogni legante immaginabile è stato analizzato. Sono stati testati innumerevoli ingredienti aggiuntivi alla ricerca di diverse preziose qualità estetiche. Gli artisti di oggi possono contare su una gamma sorprendente di pitture, in una varietà pressoché infinita di colori. Ciò che distingue ciascuna pittura è il suo legante. I colori a olio usano l’olio come legante. Sono opachi, non si mescolano con l’acqua, possono essere accumulati in strati spessi, asciugano lentamente e, una volta asciutti, non possono essere modificati. Gli acquerelli usano un legante idrosolubile come la gomma arabica. La loro trasparenza consente agli strati sottostanti di pittura di rimanere visibili; asciugano rapidamente, ma possono essere riattivati aggiungendo altra acqua, permettendo di modificare il dipinto anche dopo l’asciugatura. Le pitture moderne, come gli acrilici e gli smalti, usano leganti sintetici. Sono opache, si stendono in modo uniforme, sono resistenti e asciugano rapidamente, ma non possono essere modificate una volta asciutte.

Ciò che rende speciale la gouache è il fatto che occupa una sorta di posizione intermedia tra i diversi medium. Possiede le qualità più desiderabili degli altri tipi di pittura. È realizzata con un legante idrosolubile, quindi, come gli acquerelli, asciuga rapidamente, ma può essere riattivata con l’acqua e modificata anche dopo l’asciugatura. E poiché al legante viene aggiunto del gesso, la gouache è opaca, come la pittura a olio. In breve, la gouache è una pittura vivace e facile da usare, che asciuga rapidamente e può essere modificata in seguito se non ti piace il risultato.

 

storia della gouache

 Jackson Pollock - La lupa, 1943, olio, gouache e gesso su tela, 41 7/8 x 67 pollici (106,4 x 170,2 cm), © 2018 Pollock-Krasner Foundation / Artists Rights Society (ARS), New York

 

Impressioni di gouache

Le prime pitture simili alla gouache erano tempere, realizzate nell’antica Grecia e in Egitto. Come legante utilizzavano tuorli d’uovo. La velatura del tuorlo creava una finitura semiopaca e opaca. La tempera fu il principale tipo di pittura usato in Europa fino a quando i colori a olio divennero più popolari nel XVI secolo. Molti dipinti a tempera antichi oggi esistenti hanno più di 1.000 anni e conservano ancora la loro brillantezza e integrità strutturale. La gouache moderna, tuttavia, non divenne popolare fino a quando gli impressionisti ne scoprirono il valore nel XIX secolo.

 

dipinti d’arte a gouache

Agnes Martin - Senza titolo, 1965, acquerello, inchiostro e gouache su carta, © Estate of Agnes Martin/DACS, London, 2015

 

I pittori impressionisti contribuirono a rendere popolare la pittura “en plein air”, ovvero all’aperto. Volevano uscire dallo studio e dipingere all’esterno, immersi nel soggetto, per catturare pienamente le qualità della luce naturale. Avevano bisogno di una pittura capace di trasmettere colori brillanti e vivaci, ma anche di asciugare rapidamente e di essere facile da usare. I colori a olio impiegavano molto tempo ad asciugare ed erano impegnativi da gestire. Così, aggiungendo una pittura bianca gessosa agli acquerelli, crearono una pittura opaca, vivace e ad asciugatura rapida, che poteva essere usata facilmente ovunque. Entro la fine dell’Ottocento, pittori postimpressionisti come Henri de Toulouse-Lautrec avevano pienamente adottato la gouache come medium che permetteva loro di lavorare rapidamente, catturando al contempo la luminosità e le altre qualità della pittura a olio.

 

storia dei dipinti d’arte a gouache

Sol LeWitt - Pennellate curve, 1995, gouache su carta, Gouache su carta. 22½ x 22½ pollici (57,1 x 57,1 cm), © Sol LeWitt

 

La gouache e l’astrazione

Quasi ogni pittore astratto modernista di rilievo ha sperimentato la gouache prima o poi. Molti dei più influenti astrattisti del XX secolo usarono la gouache prima di arrivare alle tecniche che avrebbero infine definito la loro opera. Mark Rothko realizzò dipinti a gouache prima di scoprire il suo stile unico di pittura a campi di colore. Helen Frankenthaler dipinse con la gouache prima di scoprire la sua tecnica soak-stain. Persino Jackson Pollock, prima di passare alla realizzazione degli iconici dipinti con sgocciolature gestuali che lo resero famoso, sperimentò con la gouache.

 

dipinti d’arte a gouache di Alexander Calder

Alexander Calder - Senza titolo, 1969, gouache su carta, 29 1/2 x 43 3/8 pollici (74,9 x 110 cm), © 2018 Calder Foundation, New York / Artists Rights Society (ARS), New York

 

Agnes Martin usò una straordinaria varietà di medium nei suoi dipinti, ma riconobbe il particolare valore delle qualità uniche della gouache, poiché su di essa è possibile disegnare facilmente con grafite o inchiostro anche dopo l’asciugatura. E Sol LeWitt, uno degli artisti concettuali più influenti del XX secolo, usò ampiamente la gouache per i suoi dipinti e le sue stampe, arrivando notoriamente a realizzare più di 250 dipinti a gouache in un solo anno.

 

opere d’arte a gouache

Alexander Calder - Occident, 1975, gouache e inchiostro su carta, © 2018 Calder Foundation, New York/Artists Rights Society (ARS), New York

 

Maestri modernisti della gouache

Artisti dallo stile assai diverso, come Georges Mathieu, Fernand Leger e Jean Dubuffet, usarono la gouache con grande assiduità come medium prediletto. E uno dei più prolifici utilizzatori modernisti e astratti della gouache fu Alexander Calder. Sebbene sia noto soprattutto per i suoi mobile, Calder fu anche un pittore per tutta la vita. La maggior parte dei suoi dipinti più iconici degli ultimi anni fu realizzata con gouache su carta.

 

gouache su carta

Henri Matisse - La strolaga, 1953, gouache su carta, © 2018 Succession H. Matisse/Artists Rights Society (ARS), New York

 

Ma, senza dubbio, l’artista che diede il maggior contributo all’adozione della gouache come medium astratto fu Henri Matisse. Nel 1941, all’età di 71 anni, a Matisse fu diagnosticato un cancro. A quel tempo era già uno dei pittori viventi più affermati e celebri. Sopravvisse alle cure, ma rimase fisicamente invalido. Ciononostante, reinventò con entusiasmo la propria pratica, inaugurando quella che è diventata nota come la sua fase dei papiers découpés. Ritagliava forme astratte dalla carta e le dipingeva con la gouache, assemblando poi i ritagli su una superficie come in un collage. I suoi ritagli spaziavano da piccole composizioni intime a installazioni delle dimensioni di una stanza. Questa fase della sua carriera non solo cambiò la natura del suo lavoro, ma mise anche in discussione la definizione di pittura e scultura, ispirando le generazioni future di artisti astratti.

 

gouache su carta

Henri Matisse - La lumaca, 1953, gouache su carta applicata su tela, © 2018 Succession H. Matisse/Artists Rights Society (ARS), New York

 

L’arte contemporanea astratta a gouache

Oggi il messaggio della gouache come medium viene tradotto da una generazione di artisti astratti innovativi come Fieroza Doorsen e Joanne Freeman, entrambi rappresentati da IdeelArt. Doorsen crea opere astratte intime, che comunicano le qualità del colore vibrante, della semplicità funzionale e dell’ampiezza dinamica. E le opere energiche e gestuali di Freeman parlano con sicurezza di libertà e gioco, esprimendo al contempo le qualità formaliste della superficie e della pittura, oltre a un legame con le influenze storiche.

 

gouache su carta artigianale

Joanne Freeman - Covers 13-Yellow B, 2014, Gouache su carta Khadi artigianale

 

Se le proprietà essenziali di un medium comunicano davvero con gli osservatori a livello subconscio, le opere di questi e di altri artisti astratti della gouache sembrano trasmettere un’abbondanza di messaggi, come l’importanza della vivacità e del colore; l’esistenza di una mancanza di trasparenza; il potere dell’ampiezza; e la necessità vitale di un legame con la storia. Messaggi così profondamente contemporanei potrebbero rendere la gouache il medium perfetto per il nostro tempo.

 

Immagine in evidenza: Dipinti rupestri nella Cueva de las Manos in Argentina, risalenti a circa 10.000 anni fa
Tutte le immagini sono utilizzate esclusivamente a scopo illustrativo
Di Phillip Barcio

 

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