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Articolo: Colori degli artisti di De Stijl al Kunsthal Kade

Colors of De Stijl Artists at Kunsthal Kade - Ideelart

Colori degli artisti di De Stijl al Kunsthal Kade

Quest'anno segna un traguardo straordinario per i Paesi Bassi: il centenario della fondazione del movimento artistico De Stijl. Gli artisti De Stijl cercarono di ridurre la composizione visiva ai suoi elementi più essenziali per esprimere universalità. Definirono quegli elementi di base come linee orizzontali e verticali e una tavolozza semplificata composta solo da nero, bianco e colori primari. Il termine De Stijl, che significa lo stile in olandese, fu usato per la prima volta come titolo di una rivista. Pubblicata dall'artista Theo van Doesburg, la rivista debuttò nell'ottobre del 1917 e fu usata come piattaforma per le idee di Doesburg e di un piccolo gruppo di artisti affini. (L'Università dell'Iowa ha caricato i primi tre anni della rivista De Stijl—37 numeri—online gratuitamente.) Il movimento De Stijl portò a una delle posizioni estetiche astratte più influenti del XX secolo, e i suoi principi e teorie rimangono influenti per molti artisti, progettisti e architetti ancora oggi. Per commemorare la nascita del movimento, il governo dei Paesi Bassi ha pianificato una celebrazione nazionale, chiamata 100 anni di De Stijl – Mondrian al Design Olandese. Tra gli eventi speciali previsti vi è un concerto di tre giorni a Leiden, luogo di nascita della rivista De Stijl; la riapertura del Mondriaanhuis, un museo ad Amersfoort nell'edificio dove nacque l'artista De Stijl Piet Mondrian (il tour Sulle orme di Mondrian include una visita al museo e un pasto di due portate che si conclude con una fetta di torta ispirata a Mondrian); e una moltitudine di mostre speciali in tutto il paese. Una mostra particolarmente affascinante è stata inaugurata il 3 maggio al museo Kunsthal KAdE di Amersfoort. Intitolata I colori di De Stijl, presenta una selezione ambiziosa di opere di decine di artisti, inclusi i pionieri del movimento come Theo van Doesburg e Piet Mondrian, così come artisti di metà Novecento ispirati alle loro idee, come Josef Albers e Barnett Newman, e artisti contemporanei che continuano a esplorare le loro filosofie oggi.

I colori di De Stijl

Poggiando le basi per una panoramica completa dell’eredità di De Stijl, I colori di De Stijl inizia esaminando il lavoro degli artisti che furono pionieri di ciò che divenne noto come l’estetica De Stijl. Le loro opere sono organizzate in una serie di spazi espositivi intimi. Per prima cosa c’è una galleria che traccia l’evoluzione della tavolozza di Piet Mondrian, dai toni smorzati e naturali usati nei suoi primi dipinti astratti alle pure tonalità di giallo, rosso e blu per cui è infine diventato famoso. Segue una galleria dedicata alle opere di Theo van Doesburg, un alleato chiave di Piet Mondrian nelle prime fasi che però divenne in seguito un acerrimo rivale dopo discussioni su dettagli estetici che oggi sembrano minori. Poi c’è una galleria dedicata al pittore ungherese Vilmos Huszár, che, come Van Doesburg, realizzò opere che cercavano di esplorare le teorie sperimentali del colore del chimico tedesco Friedrich Wilhelm Ostwald.

Dopo questi tre pionieri, i visitatori trovano una serie di gallerie dedicate a tre artisti De Stijl forse meno noti: Bart van der Leck, un sostenitore chiave dello studio del colore come soggetto indipendente; lo scultore belga Georges Vantongerloo, le cui idee sulle connessioni tra colore e musica erano legate a una formula matematica di sua invenzione; e l’architetto e designer di mobili olandese Gerrit Rietveld, creatore della Sedia Zig Zag, una perfetta manifestazione della sua convinzione nel potere dei colori primari di guidare la percezione umana verso le forme. Di particolare rilievo in questa sezione della mostra sono i numerosi oggetti di supporto, tra cui un progetto che Theo van Doesburg realizzò nel 1928 per il cinema Aubette a Strasburgo, e un modello tridimensionale del progetto che Gerrit Rietveld creò negli anni Cinquanta per il salone di un aereo Lockheed L-188 Electra.

artista De Stijl Theo van DoesburgTheo van Doesburg, progetto interno sala da ballo L’Aubette, Strasburgo (1928) ricostruzione 1968, scala 1 : 5 (dettaglio). Collezione Van Abbemuseum, Eindhoven, foto di Peter Cox

L’influenza di De Stijl

La seconda sezione di I colori di De Stijl amplia lo studio di De Stijl esaminando il lavoro di artisti di metà secolo influenzati dalle idee dei pionieri di De Stijl. Ad esempio, è esposto il monumentale dipinto di Barnett Newman Who’s Afraid of Red, Yellow and Blue III, in prestito dallo Stedelijk Museum di Amsterdam, così come un trittico senza titolo di Jasper Johns e una selezione di opere di Yves Klein dipinte con l’International Klein Blue. Sono inoltre messe in evidenza opere di Robert Ryman e Piero Mazoni che esplorano il colore bianco, opere di Alan Charlton che esplorano il colore grigio, opere di Richard Serra che esplorano il colore nero, e opere di Poul Gernes, che usò il colore come metodo per esplorare la rilevanza sociale dell’arte.

Infine, l’ultima sezione della mostra presenta opere di artisti contemporanei influenzati da De Stijl. Tra le altre opere, questa sezione include un’installazione luminosa di Olafur Eliasson, un’installazione multimediale di De Rijke/De Rooij, e nuove opere dell’artista olandese Katja Mater, che ha recentemente concluso una residenza a Parigi nella ex casa di Theo van Doesburg. Vedere il lavoro di tutti questi altri artisti nel contesto dei pionieri di De Stijl illumina splendidamente il denominatore comune che ha avuto un effetto così profondo sull’arte, l’architettura e il progetto negli ultimi 100 anni: il colore come soggetto, e la convinzione che le relazioni cromatiche possano produrre un senso di armonia universale.

artista De Stijl Olafur EliassonOlafur Eliasson, Immagine Effimera a Stella, 2008. Cortesia: l’artista

I colori di De Stijl al Kunsthal KAdE è aperta fino al 3 settembre 2017 e include opere di Piet Mondrian, Bart van der Leck, Theo van Doesburg, Georges Vantongerloo, Gerrit Rietveld, Vilmos Huszár, Josef Albers, Barnett Newman, Jasper Johns, Yves Klein, Richard Paul Lohse, Ad Reinhardt, Robert Ryman, Joseph Kosuth, Richard Serra, Olafur Eliasson, Jan van der Ploeg, Katja Mater, Roy Villevoye, Steven Aalders, Fransje Killaars e molti altri.

Immagine in evidenza: Barnett Newman - Who’s Afraid of Red, Yellow and Blue III, 1967, 245x543cm. Collezione Stedelijk Museum Amsterdam. C/o Pictoright

Tutte le immagini sono usate a scopo illustrativo

Di Phillip Barcio

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